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Ascoli Piceno

Ospedale di San Benedetto, è bufera per la chiusura di Pediatria e Punto nascite

Dopo l'annuncio del trasferimento del reparto per i bambini ad Ascoli, il sindaco Piunti e il direttore generale AV5 Milani hanno rivisto il progetto: forse la pediatria sarà salva

ASCOLI- Dietrofront sulla chiusura del reparto di pediatria all’ospedale di San Benedetto. O forse no. Tutto è ancora molto incerto, ma di certo la scelta dei vertici dell’Area Vasta 5 di Ascoli, con la Regione che non è all’oscuro dei fatti, ha scatenato un putiferio sia politico che sanitario.

Tanto che il sindaco Pasqualino Piunti si è visto subito costretto a parlare con il direttore generale Cesare Milani, per rivedere il progetto. Stando alle ultime notizie di questa mattina – 11 marzo -, la pediatria del Madonna del Soccorso sarebbe al momento salva.

Ma il futuro dell’organizzazione interna del nosocomio, di fatto sempre di più l’ospedale covid del Piceno, è tutto da definire. Contro l’ipotesi di trasferire il reparto per i bambini ad Ascoli, si è sollevato anche qualche primario che lavora nella struttura, anche se responsabile di un altro reparto.

Anche perchè la scelta – provocata sembra pure dal numero ridotto di infermieri e addetti – poteva trascinare con sè la chiusura di altri servizi attivi nell’ospedale sambenedettese, già depotenziato nei mesi scorsi.

Le proteste interne e soprattutto le critiche avanzate da sindacati come l’Ugl e alcune forze politiche della città, a cominciare da Italia Viva e Verdi – con l’ex assessore Paolo Canducci – hanno stoppato il progetto. Ma queste forze attaccano più il sindaco Pasqualino Piunti (di Forza Italia), che avrebbe subito le decisioni prese da altri, più che il direttore dell’Area Vasta 5 Milani: «Milani è un tecnico che deve cercare di gestire la situazione – afferma l’ex consigliere regionale Fabio Urbinati, ora esponente renziano – e lo sta facendo al meglio. Ma le scelte principali sono politiche, e Piunti deve protestare con la Regione Marche e i suoi colleghi di alleanza e partito per i programmi messi in campo al Madonna del Soccorso.

La protesta per l’ospedale di San Benedetto

Quello però che è più grave – aggiunge il rappresentante di Italia Viva – è che il sindaco non ha messo in campo nessuno piano di rientro per l’ospedale cittadino, nonostante le promesse. Il Madonna del Soccorso è di fatto un covid hospital e molte attività sono a rischio»

Difatti, oltre a pediatria si sta pensando di trasferire ad Ascoli anche il Punto Nascite della struttura locale, anche se a San Benedetto si contano 813 nati ogni anno mentre nel capoluogo piceno 550.

E poi, a causa della crisi sanitaria in corso, verranno di sicuro ridotti gli interventi chirurgici, tranne quelli di emergenza e per la rimozione dei tumori. Una sospensione temporanea, dovuta alla mancanza di posti letto di terapia intensiva in Anestesia e Rianimazione, che però evidenzia quali siano le problematicità attuali del nosocomio sambenedettese.

L’Ugl ha scritto all’assessore alla sanità Filippo Saltamartini per chiedere modifiche ai progetti in corso. Ma protesta per le misure recenti anche il Comitato cittadino «Salviamo il Madonna del Soccorso» ( area Lega) che sostiene che San Benedetto non può essere l’unica città a sacrificarsi per il covid.

Insomma, si naviga a vista e nel pieno della tempesta. Solo quando l’emergenza sarà finita si capirà che futuro avrà il vecchio ospedale della riviera.