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Ascoli Piceno

Il Centro Agroalimentare Piceno progetta il rilancio: incontro con il sottosegretario Battistoni

Nella struttura di Porto d'Ascoli ospitate 85 attività nelle filiere ittiche e alimentari. Attesa per i fondi europei

Da sinistra, il sindaco Piunti, Battistoni, Francesca Perotti a Porto d'Ascoli

ASCOLI – «Per avviare la ripresa economica dobbiamo partire dalla valorizzazione delle nostre eccellenze produttive, come quelle agroalimentari e della pesca. È per questo che sono qui oggi, ad incontrare e ascoltare le esigenze degli operatori del settore». Lo ha detto questa mattina, 15 giugno, il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Francesco Battistoni, visitando insieme al direttore generale per la Pesca Riccardo Rigillo, il Centro Agroalimentare Piceno di Porto d’Ascoli (Caap). Un Centro, che dopo molti anni di difficoltà finanziarie e gestionali, cominciare a progettare un nuovo futuro. Partendo dall’accordo per l’ingresso nella rete nazionale di Italmercati, e poi dall’aumento dei servizi e dei programmi di assistenza alle 85 attività presenti nell’area – produzione, trasformazione ittica e dell’ortofrutta, servizi – situata all’uscita del casello autostradale di San Benedetto.

lavorazione del pesce

Struttura strategica per la ripresa del distretto di San Benedetto

«La struttura ha una posizione strategica – ha ricordato Francesca Perotti, amministratore delegato della spa a maggioranza pubblica locale – e per questo, con il porto, le produzioni e le imprese di trasformazione, deve tornare ad essere il motore e il punto di riferimento del distretto agroalimentare di San Benedetto, come nel passato». In questa direzione, sembra andare anche il Governo, con il direttore per la Pesca del Mipaf che durante l’incontro ha ricordato come si stiano predisponendo già i contratti di filiera per intercettare nei prossimi mesi le risorse che arriveranno dal Piano nazionale per la ripresa (PNRR).

Risorse naturalmente, che anche per il Centro Agroalimentare Piceno potranno essere indirizzate solo a progetti integrati di comparto, in maniera da beneficiare di un’amplia platea di imprese e operatori dei comparto. È questo un motivo che ha spinto anche l’assessore regionale al Bilancio, Guido Castelli ad anticipare che la Regione non è più intenzionata ad uscire dal capitale sociale del Caap, come già programmato dalla precedente Giunta Ceriscioli. Un Caap che vede ancora attualmente come principali soci la stessa Regione, la Camera di Commercio, il Comune di San Benedetto, e le Province di Ascoli e Fermo (solo il 2% in mano a privati).

Un capannone del Centro Agroalimentare Piceno

Centro Agroalimentare Piceno: in utile dopo 20 anni

«Dopo 20 anni di bilanci in perdita – ha affermato a margine dell’incontro, il presidente del Centro Agroalimentare Roberto Giacomini – siamo tornati in utile nel 2019 e probabilmente lo saremo anche nel 2020: questo è un dato importante per dire che non solo l’importante struttura è stata salvata ma sta già programmando il proprio rilancio. L’accordo con Italmercati è fondamentale in questo ambito, perché ci permetterà di sfruttare sinergie e reti su scala nazionale, fornendo maggiori servizi e opportunità a tutte le aziende presenti nel sito».

Da ricordare che il 70% dei prodotti ittici che poi vengono trasformati e confezionati al Caap sono di provenienza adriatica. Lo ha detto un operatore del settore nel corso della visita delle autorità ai vari capannoni del Caap. Secondo l’imprenditore, sarebbero necessari maggiori periodi di fermo biologico della pesca, in modo da favorire una crescita del prodotto di pezzatura maggiore, come avviene sulla sponda croata. Alla visita di oggi hanno partecipato anche il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti, la consigliera regionale Jessica Marcozzi, la parlamentare Rachele Silvestri.

Nel pomeriggio il sottosegretario Battistoni incontrerà i pescatori di San Benedetto.