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Ascoli Piceno

Carenza di medici al pronto soccorso di Ascoli, il sindacato Cimo all’attacco: «Chiesto un incontro all’AV5, ci è stato negato»

L’emergenza riguarderebbe soprattutto il reparto della medicina d’urgenza e il pronto soccorso. Rispetto alla scorsa estate, ci sono quattro persone in meno e il rischio è che, a rimetterci, possano essere gli utenti

L'ospedale Mazzoni di Ascoli

ASCOLI – È di nuovo allarme, all’ospedale Mazzoni di Ascoli, a causa della carenza di medici. Un problema ormai annoso, che di tanto in tanto si ripropone, e manda su tutte le furie sia i sindacati che gli utenti, visto che sono soprattutto questi ultimi a pagarne le conseguenze. L’emergenza riguarderebbe soprattutto il reparto della medicina d’urgenza e il pronto soccorso, con quattro medici in meno rispetto alla scorsa estate, quando si era già sottorganico. Di conseguenza, alcuni turni restano scoperti e tra la popolazione c’è ovviamente parecchia preoccupazione in vista dei mesi estivi.

I sindacalisti

Ad alzare la voce sono i rappresentanti sindacali del Cimo, il sindacato dei medici. «In questo momento – spiegano i sindacalisti -, al pronto soccorso di Ascoli non risultano coperti i turni dei medici per la settimana in corso e risultano scoperti alcuni turni per la medicina d’urgenza dove, a meno di interventi dell’ultimo minuto, non sarebbe garantita la presenza del medico nel pomeriggio, come previsto dalle norme. Una carenza che si aggiunge alla mancanza del medico dedicato anche di notte. Una situazione in continuo peggioramento, che ha già portato ad un depotenziamento della medicina d’urgenza di San Benedetto e che ora si estende a tutta l’Area Vasta 5, e che comporterà ulteriori disagi per i cittadini e per gli operatori sanitari costretti, ancora una volta, a subire gli effetti di una gravissima carenza di personale. Sono quattro i medici mancanti nel Pronto soccorso di Ascoli rispetto all’estate scorsa, cosa ampiamente segnalata alla direzione di Area Vasta che, tuttavia, non ha intrapreso, almeno fino ad ora, alcuna iniziativa utile a risolvere le criticità. Se per il pronto soccorso di San Benedetto si è fatto ricorso ai medici delle cooperative, per quello di Ascoli non è stato improntato alcun piano strategico. Ci si chiede – concludono i rappresentanti sindacali del Cimo – se i vertici regionali siano a conoscenza della situazione in Area Vasta 5. È urgente il reclutamento di personale medico da dedicare ai servizi di emergenza e urgenza. Un tema che, come sindacato, avremmo voluto affrontare con la direzione dell’Area Vasta, alla quale abbiamo richiesto un incontro urgente che tuttavia non è stato concesso».

La mobilitazione

«La gravissima, sperequata ripartizione dei finanziamenti, effettuata dalla Regione Marche e dall’ASUR, nei confronti dell’Area Vasta 5 nonché il mancato riequilibrio dei fondi contrattuali da parte della stessa Regione e dell’ASUR, nonostante che la Legge Regionale n. 8 del 21/03/2017 avesse disposto tale obbligo, hanno emarginato questo territorio con il conseguente depauperamento del Servizio Sanitario, tra l’altro a favore della sanità privata presente nel solo Piceno per il 50% dell’intero insediamento regionale a dimostrazione dell’inadeguatezza della struttura pubblica – scrivono la Rappresentanza Sindacale Unitaria, unitamente a FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, NURSIND, USB, NURSING UP, UGL e FIALS -. Il mancato riequilibrio delle citate risorse finanziarie, entro il corrente esercizio 2022, in dispregio alle leggi emanate dalla stessa Regione Marche, comporterà, a seguito della modifica dell’assetto organizzativo del Servizio Sanitario Regionale prevista per il 1° gennaio 2023, l’impossibilità assoluta di poter recuperare le attuali macroscopiche disparità di trattamento perpetrate in danno alla popolazione picena nonché l’inapplicabilità del Contratto Nazionale di
Lavoro, per il triennio 2019/2021 e seguenti, dei dipendenti dell’Area Vasta 5. Per tali ragioni, è indetta una manifestazione/presidio in data 12 luglio p.v. davanti la sede del Consiglio Regionale al fine di richiamare l’attenzione della Giunta e delle forze politiche sulla problematica per l’adozione dei conseguenti provvedimenti da adottare, con assoluta tempestività, per assicurare il doveroso riequilibrio del servizio sanitario nel territorio regionale. In tale
circostanza ovvero nei giorni antecedenti, queste Rappresentanze Sindacali auspicano un incontro con il Presidente, l’Assessore alla Sanità e l’Assessore al Bilancio della Regione Marche nonché con i vertici dell’ASUR».