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Ascoli Piceno

Bonus 110% e incentivi edilizia: «Una leva per far ripartire il comparto della costruzione»

L'incontro online è stato organizzato da Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo per chiarire i dubbi e la confusione sullo strumento

edilizia, costruzioni, abitazione
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Bonus 110% e incentivi per l’edilizia: cessione del credito e prodotti finanziari per le imprese del sistema casa. Se ne è discusso ieri (venerdì 16 ottobre) durante il webinar online organizzato da Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo.

«Sul tema credo ci sia stata una scarsa informazione soprattutto da parte dei privati – ha sottolineato il segretario generale dell’associazione Giorgio Menichelli – e si è creata un po’ di confusione. Noi vogliamo ribadire che il 110% è una grande opportunità e una leva normativa e fiscale che può far ripartire una serie di filiere e così anche il comparto della costruzione. I ritardi della norma al momento stanno creando problemi alle imprese e fermano gli strumenti ordinari fiscali; noi ci stiamo impegnando per essere attivi a livello di coordinamenti della gestione dei processi del circuito 110% dalla A alla Z».

A spiegare nel dettaglio la questione è stato Michele Stura, responsabile di Confartigianato per l’area fiscale. «Siamo davanti a una grande novità perché vengono rese strutturali tre alternative molti importanti come la detrazione, lo sconto in fattura e la cessione del credito – ha spiegato -. Si può usufruire del super bonus anche per i lavori iniziati prima di luglio e ne possono usufruire parti comuni di condomini a prevalente destinazione residenziale, edifici unifamiliari e plurifamiliari; le strutture non devono essere intestate a un unico proprietario e sono escluse le unità abitative di lusso».

Michele Stura, responsabile di Confartigianato per l’area fiscale

«Possiamo poi distinguere due tipi di interventi: quello trainante e quello trainato. Il primo dà diritto ad accedere al super bonus 110% mentre il secondo, in presenza del primo, permette di godere della detrazione maggiorata al 110%. Questo deve essere svolto tra la data di inizio e quella di fine dell’intervento trainante – ha spiegato il dottor Stura -. Per interventi trainanti si intende il cappotto termico; l’impianto di riscaldamento centralizzato a condensazione con pompa di calore (condominio o edifici plurifamiliari) e l’intervento volto al miglioramento del rischio sismico. Per questo è richiesto il miglioramento di due classi energetiche mentre per il “sismabonus” non è previsto. Per interventi trainati si intendono quelli “ecobonus”, quelli fotovoltaici e relativi al sistema di accumulo e quelli delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. Per tutti gli interventi sono presenti dei limiti di spesa e degli adempimenti».

«I soggetti beneficiari sono i condomini per spese su parti comuni, la persone fisiche non esercenti attività di impresa, le A.S.D. e altri come le Iacp, le Onlus, l’A.P.S. o le Cooperative di abitazione a proprietà indivisa – ha aggiunto il responsabile per l’area fiscale -. Per fruire dello strumento il contribuente decide di mantenere la detrazione 110% e recuperare le spese sostenute nella propria dichiarazione dei redditi oppure opta per lo sconto in fattura. In questo caso non paga nulla all’impresa esecutrice la quale riceve un credito di imposta recuperabile in compensazione in F24 in 5 anni pari al 110% dell’importo della fattura IVA compresa. Infine il contribuente può optare per la cessione del credito».

«La cessione del credito presuppone il pagamento all’impresa esecutrice dell’importo dovuto e la cessione del credito da parte del committente a banche e/o intermediari finanziati o altri soggetti privati – ha concluso Stura -. Infine il contribuente che opta per lo sconto in fattura/cessione del credito, sia in caso di superbonus che di bonus “minori”, deve effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate tramite il proprio cassetto fiscale secondo i termini e le modalità previste. Lo sconto in fattura e la cessione del credito possono essere totali o parziali».