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Ascoli Piceno

Ascoli, avanza il biodigestore di Relluce: ma il sindaco di Castel di Lama non ci sta e attacca la Casini

Il progetto dell'impianto da 40 mila tonnellate di rifiuti discusso in un incontro tra Provincia, sindaci ed enti locali. Bochicchio: «Se si boccia il biodigestore di Force allora si deve bocciare anche Relluce»

ASCOLI PICENO – «Se verrà bocciato il biodigestore di Force non vedo perché si dOvrà approvare quello di Relluce». Il sindaco di Castel di Lama Mauro Bochicchio (Cinquestelle) non usa mezzi termini per criticare il progetto dell’impianto per produrre biometano nella località che già ospita una maxi discarica di rifiuti, sulle colline ad est di Ascoli, nella vallata del Tronto.

La nuova opera, in territorio ascolano ma al confine con quello lamense oltre che del comune di Appignano, è stata messa in cantiere dalla società Ascoli Servizi Comunali.

Dovrebbe ospitare, se realizzata, 40 mila tonnellate di umido provenienti da tutto il Piceno, da trasformare poi in metano ed ammendante organico da impiegare per la fertilità dei terreni. Giovedì 22 aprile sul progetto si è tenuta la Conferenza dei Servizi convocata dall’amministrazione provinciale, che dovrà decidere sull’autorizzazione all’impianto. Dando poi l’avvio ad una serie di tavoli tecnici che si svilupperanno da qui al 29 giugno.

Ma sembra che al contrario di quanto accade per il biodigestore di Force, in Valdaso al confine con il Fermano, nell’Ascolano siano pochi gli amministratori pubblici e le forze politiche che si oppongono all’iniziativa.

Tranne che i rappresentanti delle comunità di Castel di Lama (12 mila abitanti) e del piccolo borgo di Appignano: « Sono 20 anni che lottiamo contro questo tipo di progetti che ammorbano l’aria della comunità locale – spiega il sindaco Bochicchio – e non ci rassegniamo certo adesso. Di certo studieremo nei dettagli il prospetto dell’impianto che si vuole costruire: un’opera che come al solito tutti descrivono come pulita, tecnologicamente avanzata e che non ha impatto sull’ambiente circostante. Ma dalla nostra esperienza – aggiunge il primo cittadino lamese – sappiamo che non è così».

Discarica di Relluce

Il sindaco del popoloso paese della Vallata del Tronto, attacca poi quei politici che secondo lui non hanno difeso il territorio, pur essendo stati eletti nella zona: «Non si comprende perché Anna Casini, che è stata votata nella nostra area, si sia espressa contro il biodigestore di Force mentre non ha detto una parola su Relluce: eppure quello in Valdaso è un impianto moderno, ben studiato da un’azienda milanese che ha scelto il sito di San Salvatore proprio perché vicino alla rete del gas, dove immettere il biometano prodotto sul posto. Qui invece non c’è nulla di questo, e per conferire i rifiuti e poi trasferire il resto si utilizzeranno sempre i camion».

Dunque una battaglia ambientale che ormai è divenuta politica, anche se le polemiche sono molto più trasversali di quanto accade nella realtà ufficiale delle cose. A monte di tutto ciò c’è comunque una situazione di emergenza nella gestione dei rifiuti, che si protrae da anni e che la classe dirigente non riesce a risolvere. Se non attraverso ampliamenti continui di discariche in zone seminascoste, che producono effetti rilevanti sul contesto ambientale e paesaggistico. Vedremo se la vicenda del biodigestore di Relluce verrà affrontata in modo differente. Entro luglio l’amministrazione provinciale di Ascoli dovrà esprimersi sul progetto, acquisiti i pareri degli enti coinvolti.