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Ascoli Piceno

Ascoli, la leggenda della “Pantofola d’Oro” arriva ad Hollywood

Viene indossata dal protagonista del film "The French Dispatch" presentato al Festival di Cannes e ora nelle sale. La scarpa resa famosa da Emidio Lazzarini è molto richiesta nel cinema ambientato nel Dopoguerra

ASCOLI – Una storica e prestigiosa azienda ascolana sbarca ad Hollywood. Si tratta della Pantofola d’Oro, da sempre produttrice di calzature sportive e per tutti i giorni. Una scarpa tecnica dell’azienda è indossata infatti dall’attore Owen Wilson nel film The French Dispatch“, presentato al Festival di Cannes ed uscito da poco nelle sale cinematografiche.

La pellicola, diretta dal regista Usa Wes Anderson e ambientata nel Dopoguerra, racconta la storia di Arthur Howitzer Jr, il direttore del giornale French Dispatch che dopo una carriera importante muore all’improvviso, provocando la rapida fine della pubblicazione. In alcune scene il personaggio interpretato da Wilson porta ai piedi la scarpa realizzata ad Ascoli.

Prodotto molto ricercato nel cinema

«È stata una sorpresa anche per noi – dice Massimo Ubaldi, proprietario attuale dell’azienda che ha fatto la storia delle calzature sportive in Italia. Ma sappiamo che i nostri clienti spesso ci chiedono prodotti che sono molto ricercati per le produzioni cinematografiche, in particolare di quelle ambientate negli anni ’40 e ’50. E questo è stato di quei casi che ci porterà fortuna».

Roberto Mancini

La storia ed i campioni che la scelsero

L’azienda fu fondata nel lontano 1886 dalla famiglia Lazzarini, e per molto tempo fu apprezzata realtà artigianale. Ma il boom avvenne nel Dopoguerra, grazie ad alcuni grandi campioni del calcio. Su tutti il centravanti inglese della Juventus, John Charles, che nel 1959 provò il prodotto di Emidio Lazzarini e disse: «Ma queste non sono scarpe, ma pantofole d’oro!» .

Da lì parti il lancio di un nuovo marchio che ebbe successo in Italia e all’estero. Tra i fuoriclasse che scelsero la scarpa ascolana per la loro attività, si possono citare Altafini, Cruiff, Falcao, Conti, Van Basten fino al tedesco Klinsmann e al Ct della Nazionale Roberto Mancini. Ma la fama dello scarpino del calzolaio ascolano crebbe così tanto che andò oltre il modo del calcio, sbarcando in tanti altri sport ed ai piedi di molti campioni.

Un successo senza confini che ebbe un declino solo dopo la morte del proprietario dell’azienda. Il marchio è stato poi rilanciato da alcuni imprenditori italiani ed inglesi, tra cui il costruttore Massimo Ubaldi.

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