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Ascoli Piceno

Ascoli, ai ristoratori non piace il Green pass obbligatorio: «Rischiamo un altro calo degli incassi»

Le reazioni di alcuni esercenti preoccupati per i nuovi obblighi che potrebbero aumentare i tempi di accesso nei locali, lievitare i costi diminuendo gli affari

ASCOLI- Dal 6 agosto sarà obbligatorio esibire il Green pass vaccinale (basterà anche la prima dose) per tutti i cittadini che hanno più di 12 anni di età, nei ristoranti al chiuso, e nei locali dove si consuma al tavolo. Il documento sarà necessario anche per assistere agli spettacoli al cinema e a teatro, per partecipare a eventi e competizioni sportive, per andare nelle piscine, nelle palestre, ma anche a fiere, sagre, convegni ed altro.
Il Green pass avrà validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione del vaccino, a seguito di un tampone eseguito entro le 48 ore precedenti o per guarigione dal Covid avvenuta nei sei mesi precedenti.

Ad Ascoli, l’obbligo del certificato verde è stato giudicato dalla maggior parte dei ristoratori come l’ennesimo ostacolo alla loro attività. Una misura che rischia di fare perdere ulteriori incassi oltre a creare intoppi burocratici che nessuno ha voglia di affrontare. Soprattutto in un momento così difficile per la città e la società tutta.

«Strumento inutile che crea altri costi e problemi per le imprese»

«Ben vengano gli strumenti che servono per arginare la pandemia – sostiene Daniele Fabiani, del Ristorante Vittoria – ma questo del Green pass ci sembra inutile. Noi come ristoratori abbiamo sempre rispettato le regole, mantenuto le distanze tra i clienti e fatto osservare le norme sulla sicurezza, ma come si farà a verificare ad ogni persona che entra nel locale se la sua certificazione è corretta? Di certo – aggiunge Fabiani – si allungheranno i tempi per l’accesso ai tavoli, ma poi c’è anche da considerare che alcuni clienti potranno fare resistenza, con il rischio per noi di perderli».

Insomma un nuovo motivo di preoccupazione per molte attività che per mesi sono state chiuse per legge, e che negli ultimi mesi – visti i divieti, i posti ridotti e le altre misure sanitare – non hanno certo recuperato le perdite subite nel 2020 e ad inizio 2021.

Incertezze sulle modalità dei controlli

«Un provvedimento negativo – dicono dal Ristorante Il Ruspante – che probabilmente produrrà un calo dei ricavi, in un quadro già molto complesso. I turisti che c’erano l’anno scorso d’estate non ci sono e i residenti ascolani hanno ridotto i consumi: con il Pass vaccinale obbligatorio complichiamo ancora le cose. Poi noi non sappiamo ancora con quali modalità dovremo fare i controlli – aggiungono dal locale in Corso Vittorio – e sicuramente aumenteranno i costi perchè ci vorrà una persona fissa all’ingresso che si occuperà solo di questo».

Un altro giovane ristoratore di Ascoli, presso la Trattoria Da Luca, nel quartiere di Porta Maggiore, si schernisce dietro le parole «Non è mio compito commentare queste scelte» e chiude la conversazione nel locale, visibilmente contrariato per l’argomento toccato.

L’unico imprenditore della ristorazione, di quelli da noi interpellati che non critica esplicitamente l’introduzione obbligatoria del Green pass vaccinale ai tavoli, è Ze’ Migliori, dell’omonima e storica attività che ha sede in Piazza Arringo. Ma lo fa aggirando la domanda : «Occorre fare in modo che si potenzi il grado di sicurezza di tutta la società, per arginare i contagi. » Ma nell’immediato, con i turisti e i clienti abituali come farete ? «Troveremo il modo di lavorare lo stesso..»