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Ascoli Piceno

Nel Piceno vaccinazioni a rilento: sindaci dem contro la Regione

Dodici sindaci Pd della provincia di Ascoli scrivono ai vertici della Regione Marche per chiedere il potenziamento dei centri vaccinali e l'apertura di un confronto riguardo i pensionamenti dei medici di base

ASCOLI – L’avevamo già segnalato più volte. Nonostante gli annunci di potenziamento dei centri di vaccinazione, nel Piceno ancora si è fatto poco o nulla. E sebbene la campagna di somministrazione prosegue nelle due strutture di Ascoli e San Benedetto, i numeri non crescono come dovrebbero.

E questo anche perchè risulta più difficile per gli anziani soprattutto nei comuni di montagna, spostarsi nelle città principali della provincia o organizzare una visita o un intervento. E ancora tutto è lasciato alla buona volontà dei medici di base in servizio nei paesi, che devono trovare il tempo singolarmente per procedere alla vaccinazione dei pazienti a loro più vicini.

Al massimo qualcuno, come accade a Comunanza, può utilizzare i polimbulatori presenti nei paesi, ma senza che ci siano un piano organizzato dai vertici sanitari o personale medico e infermieristico dedicato. E ciò anche se diversi sindaci della vallata del Tronto e della provincia picena hanno dato disponibilità per i nuovi centri vaccinali i loro edifici più grandi e attrezzati (per esempio il Bocciodromo di Monteprandone). Di chi la responsabilità di tutto questo? Dell’Area Vasta 5 di Ascoli o della Regione Marche direttamente, assessorato alla sanità in particolare?

Montedinove

Per 12 sindaci del Partito Democratico le carenze sono da imputare all’ente regionale. Per questo hanno scritto una lettera al Governatore Acquaroli e all’assessore alla sanità Saltamartini, chiedendo «una condivisione delle scelte in merito la campagna vaccinale e la programmazione sanitaria territoriale».

I firmatari, che vanno dalla costa alla montagna passando per la vallata del Tronto, sollecitano una collaborazione più stretta sulle «strategie e le azioni che la Regione Marche sta mettendo in campo e una comunicazione più chiara in merito alla programmazione di tempistiche e modalità vaccinali che in diverse occasioni è risultata essere carente».

Una critica tutta politica – per ammissione degli stessi amministratori pubblici – della gestione della crisi sanitaria attuale, che punta il dito soprattutto contro le modalità attuate fino ad ora per le «vaccinazioni di pazienti fragili, quelle domiciliari e nelle farmacie, passando poi per l’organizzazione territoriale dei centri di somministrazione».

Il direttore dell’Area Vasta 5 , Milani con l’assessore regionale alla Sanità Saltamartini

Per i 12 sindaci del Piceno questi «devono essere implementati nell’ambito di una concertazione con tutti i sindaci ed inseriti in una gestione unica, soprattutto delle prenotazioni e delle distribuzioni delle dosi di vaccino, al fine di garantire uguali opportunità per tutti i cittadini del Piceno. Solo così – aggiungono i primi cittadini – potremo avere obiettivi chiari, verificabili e se del caso modificabili. La volontà di procedere a vaccinazione senza prenotazione per determinati target di età, seppur in buona fede, non può diventare discriminatoria tra territori».

Nel documento inviato ai vertici della Regione viene anche posta l’attenzione sul problema del pensionamento dei medici di base nelle zone montane. Un fatto che sta aggiungendo altri disagi alle questioni sanitarie più urgenti. I sindaci chiedono «una immediata e puntuale sostituzione per evitare di provocare un ulteriore disincentivo per le aree interne».

Il tema delicato è già all’ordine del giorno a Montegallo – nel cuore dei Monti Sibillini – Palmiano e Roccafluvione , a nord di Ascoli ma lo potrebbe essere a breve anche a Force, Rotella, Comunanza e Montedinove. Tutti piccoli centri che posso essere fortemente penalizzati dall’assenza di professionisti che agiscono sul territorio a diretto contatto con le problematiche dei residenti, anziani e malati soprattutto. Area Vasta 5 dell’Asur e Assessorato regionale alla Sanità dovranno fornire presto delle risposte.