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Ascoli Piceno

Rsa Offida, il Riesame ha deciso: l’infermiere resta in carcere

Respinta l'istanza di revoca della misura cautelare avanzata dai legali di Leopoldo Wick, l'uomo accusato dell'omicidio di 8 anziani ospiti della struttura e del tentato omicidio di altri 4. Contrariati i legali

Corte di Appello delle Marche
Corte di Appello delle Marche

ASCOLI PICENO – Leopoldo Wick resta in carcere. Così ha deciso il Tribunale del Riesame di Ancona che ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali Tommaso Pietropaolo e Luca Filipponi che difendono l’infermiere 57enne di Grottammare accusato dell’omicidio di 8 ospiti della Rsa di Offida e del tentato omicidio di altri 4 anziani della struttura.

L’uomo, arrestato il 15 giugno scorso dai Carabinieri del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, da allora è rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto, ma i suoi legali convinti della sua innocenza e del fatto che si tratti di un processo indiziario avevano presentato istanza di revoca della misura cautelare. Per i legali infatti non ci sono i requisiti per tenere Wick in carcere perché non sussiste né il pericolo di fuga, né la possibilità di reiterazione, né di inquinamento delle prove dal momento che l’uomo, allontanato dalla struttura oltre un anno fa, prestava servizio presso la piastra ambulatoriale di Ascoli Piceno.

Il Tribunale del Riesame però ha respinto la richiesta concordando di fatto con la misura cautelare convalidata dal Gip del Tribunale di Ascoli Piceno Annalisa Giusti. I legali devono ancora leggere le motivazioni che hanno portato il Riesame a respingere la loro richiesta, ma l’avvocato Tommaso Pietropaolo parla di una decisione che di fatto «per noi significa una anticipata espiazione della pena che è una indegnità in un Paese dove il diritto trova la sua culla». «Non si prendere la gente per sbatterla in galera e dire che sicuramente ammazzeranno altri anziani, pure se stanno a casa –  spiega – , è una cosa che non riesco proprio a digerire». «Dobbiamo leggere le motivazioni – conclude – poi prenderemo le nostre contromisure».

La complessa indagine era partita dalla segnalazione di una operatrice socio-sanitaria. Secondo l’accusa l’infermiere avrebbe eseguito ripetute e indebite somministrazioni di farmaci come promazina (un farmaco neurolettico), insulina (in soggetti non diabetici) e anticoagulanti, che in dosaggi non necessari o elevati, avrebbero finito per causare la morte dei poveri anziani. I fatti sarebbero avvenuti tra il gennaio 2017 e il febbraio 2019. Leopoldo Wick è accusato di omicidio aggravato, continuato, di tentato omicidio aggravato, continuato, oltre che di lesioni gravi.