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Ascoli Piceno, Fermo

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Ascoli, paziente aggredisce infermiera del Sert. Rossi (Ugl Salute): «Valutare corsi di autodifesa»

Un'infermiera del reparto Sert dell'ospedale Mazzoni è stata aggredita da un paziente dopo che si era recata nella sua abitazione

ascoli

ASCOLI PICENO- Ennesima violenza ai danni del personale sanitario. Un’infermiera dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno è stata aggredita da un paziente del reparto Sert. La donna era in servizio quando un paziente si è scagliato contro di lei. L’autore del gesto sarebbe un giovane in cura da diverso tempo nel reparto dedicato alla cura delle tossicodipendenze, che oltre ad avere problemi di droga, presenta anche delle patologie psichiatriche. Proprio per questo motivo, l’uomo riceve quotidianamente delle cure anche a domicilio.

Qualche giorno fa, l’infermiera si era recata presso l’abitazione del giovane per consegnare farmaci. Appena arrivata, la donna è stata subito aggredita dall’uomo. Fortunatamente dopo un momento di forte agitazione, è riuscita a calmarlo e a prendere in mano la situazione, fuggendo dalle grinfie del giovane. Nessuno si sarebbe immaginato che il ragazzo di lì a poco si sarebbe scagliato contro l’infermiera. Tanta paura per la donna.

I sindacati

Il servizio sanitario ha il ruolo di prendersi cura dei soggetti che hanno bisogno di cure ma allo stesso tempo tutelare la sicurezza e il benessere del personale sanitario che ogni giorno sul campo si fa carico di proteggere la salute delle persone, spiegano i sindacati.

«È evidente che la Legge 113 del 2020 con l’inasprimento delle pene per chi commette atti di violenza sugli operatori, da sola non basta, occorre agire anche con iniziative preventive. Esprimo a nome dell’Ugl Salute la massima solidarietà alla collega coinvolta da questa ingiustificabile aggressione. Professionisti della salute che operano nel Sert, Pronto Soccorso e 118, i più esposti», afferma Benito Rossi dell’Ugl Salute. Che aggiunge: «Nel reparto Sert la vigilanza è già presente. Nel caso specifico o per altri casi in cui occorre la gestione domiciliare sarà opportuno accompagnare la professionista con un addetto alla vigilanza ma dipende dai casi. Poi sicuramente sarebbe utile informare la cittadinanza del ruolo che gli operatori svolgono. Non ultimi, formazione specifica ma anche corsi di autodifesa».

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