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Ascoli Piceno

Ascoli, parte il restauro di due pale d’altare del Rinascimento. Al lavoro Unicam e Cgia

Le opere sono due "Madonne con bambino" di Cola d'Amatrice e Pietro Alamanno. Entrambe raffigurano San Sebastiano, che nel Quattrocento era venerato durante l'epidemia della peste

ASCOLI – Parte ad Ascoli il restauro di due importanti opere pittoriche del Rinascimento. Si tratta di due pale d’altare attribuite una con certezza, a Cola dell’Amatrice, in deposito da 50 anni presso la Pinacoteca civica del capoluogo piceno, e l’altra con qualche dubbio degli studiosi all’artista austriaco Pietro Alamanno.

La pala di Cola dell’Amatrice «Madonna con il Bambino e S.S. Giovanni Battista, Rocco, Sebastiano e Maddalena», del XIV secolo, è di proprietà del Comune di Acquasanta Terme, mentre la tavola di Alamanno del Comune di Ascoli.

Il progetto del restauro, finanziato dall’Ancoss-Confartigianato di Ascoli, Fermo e Macerata, è stato presentato questa mattina in conferenza stampa.

Presenti, in collegamento online il sindaco ascolano Marco Fioravanti, l’assessore alla cultura del comune di Acquasanta Terme, Elisa Ionni, il presidente di Cgia Natasha Troli, il direttore Giorgio Menichelli e il segretario nazionale di Ancoss Fabio Menicacci.

Con loro il prof. Stefano Papetti, direttore della Pinacoteca civica che ha illustrato le caratteristiche delle opere oggetto di recupero: «I due dipinti hanno certo un importante valore artistico e ci aiutano a far luce anche sulla storia dell’arte del periodo rinascimentale. Ma insieme anche un significato simbolico e legato all’attualità – ha aggiunto Papetti – perché entrambe raffigurano San Sebastiano, che era il santo che nel Quattrocento si venerava quando la società cadeva vittima dell’epidemia della peste. Ed allora non c’erano gli strumenti che abbiamo oggi per combattere la malattia: quindi chissà quante persone hanno pregato davanti a queste pale d’altare per sperare in un aiuto dal cielo».

A scoprire i segreti delle due pale d’altare, saranno prima della ditta incaricata, gli specialisti dell’Università di Camerino che hanno già avviato indagini diagnostiche sulle tavole. Quello che emergerà sarà anche utile a stabilire se l’opera di Alamanno «Madonna con il Bambino, San Sebastiano e santa Caterina d’Alessandria», del XV secolo è effettivamente da attribuire al pittore austriaco.

Nel presentare l’iniziativa del restauro, il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti ha sottolineato che essa, una volta portata a termine farà parte del dossier che il Comune sta predisponendo per ottenere la nomina della città a Capitale italiana della cultura 2024: «Nel futuro occorrerà investire sempre di più in attività culturali – ha detto il primo cittadino – non solo per valorizzare il patrimonio e le bellezze di un territorio ma anche per accrescere le opportunità occupazionali. Esse saranno le nuove fabbriche dello sviluppo».