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Ascoli Piceno

Ascoli, il Comune cerca spazi per le scuole e progetta l’adeguamento sismico degli edifici con 31 milioni

Entro primavera l'avviso pubblico per le strutture private in grado di ospitare temporaneamente le lezioni. Il programma Scuole Sicure, finanziato con fondi post-sisma partirà in autunno

Ascoli, la scuola Luciani

Ascoli – Entro primavera l’avviso pubblico del Comune di Ascoli per verificare la disponibilità di strutture o aree private in grado di ospitare temporaneamente le lezioni di migliaia di studenti delle scuole cittadine. Lo assicura il sindaco Marco Fioravanti, in relazione al programma «Scuole sicure» in cui fondi post-terremoto dovrebbero finanziare i lavori di adeguamento sismico di numerosi edifici del capoluogo piceno, oltre alla costruzione di altri. Parliamo di un investimento complessivo di 31 milioni che dovrebbero essere impiegati per quattro scuole medie, tre primarie e una materna-dell’infanzia.

Nelle scorse settimane il Comune aveva promosso un avviso solamente esplorativo per verificare la presenza di soggetti interessati a dare la disponibilità di loro proprietà per il periodo necessario allo svolgimento dei lavori nelle scuole di Ascoli. Erano state presentate tre proposte da parte di imprese e privati del territorio. Tra queste la più rilevante è arrivata dalla Fainplast di Battista Faraotti, che avrebbe presentato la richiesta per realizzare un polo presso i capannoni dell’ex Prsymian (ex Ceat), storica industria che produceva cavi alla periferia del capoluogo e che è inattiva da alcuni anni.

«Ora però tale avviso è superato – spiega il sindaco Fioravanti – ed entro la primavera dovremmo avviare la procedura vera e propria, anche per chi desse la disponibilità di terreni dove costruire dei moduli provvisori».

Le gare d’appalto per il programma «Scuole sicure» non partiranno comunque prima dell’autunno di quest’anno. Tempi dunque ancora lunghi per attivare progetti e cantieri di grande importanza per la città e per la sicurezza di migliaia di ragazzi ed alunni di scuole medie e superiori. Nel frattempo il Comune sta cercando di trovare soluzioni alternative, e ha dato incarico ad un consulente logistico di studiare nel dettaglio il problema. E ciò per valutare la reale portata dell’operazioni di trasferimento da attuare, in termini di numero di studenti, personale e strutture necessarie per portare a termine la complessa macchina in questione.

«Entro due mesi dovremmo avere una relazione sul tema – ricorda ancora Fioravanti – e poi procederemo con gli avvisi e la valutazione delle offerte presentate».

Intanto, sul fronte covid, il sindaco di Ascoli tiene a sottolineare che il sistema scolastico della città era pronto a ripartire dal 7 gennaio. E che con la Start si era messo in campo un piano di potenziamento per i trasporti in grado di risolvere i problemi più urgenti. Poi è arrivata la sospensione da parte della Regione, fino a tutto il mese di gennaio.

Ma Fioravanti, più che la scelta del presidente Francesco Acquaroli critica l’atteggiamento ondivago del Governo sul tema dell’attività scolastica in presenza. «Come per le imprese o le attività commerciali – sostiene – anche per la scuola occorre fare delle scelte precise. O si chiude tutto o si apre, mettendo in condizioni di sicurezza tutto il sistema. Non si può ogni volta cambiare direzione e rimanere nell’incertezza per il futuro: così si aumentano le difficoltà sia delle istituzioni locali che della società».