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Ascoli Piceno

Ascoli, la discarica della discordia. Il sindaco Fioravanti si difende davanti ai comitati

Il primo cittadino ha detto in assemblea aperta che lui avrebbe preferito un impianto a Relluce. Resta il nodo degli atti della Provincia dopo la decadenza del presidente. Ecco cosa è emerso

ASCOLI – La discarica della discordia. Ieri sera (26 ottobre) il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti ha esposto le sue ragioni nell’ambito dell’assemblea pubblica tenutasi a Palazzo dei Capitani per discutere del progetto della “Vasca 0 dei rifiuti da realizzare nel sito dell’Alto Bretta, così come disposto dal Piano d’ambito provinciale. Fioravanti, che aveva convocato rapidamente l’incontro aperto a causa delle forti polemiche suscitate in città dal nuovo impianto, ha affermato – in un clima di grande tensione – che la sua scelta sarebbe stata quella di ubicare una discarica a Relluce e non nel sito previsto dall’Ato provinciale.

Rischio multe senza il Piano dei rifiuti

Ma si è dovuto adeguare alle prescrizioni del documento generale, approvato da diversi Comuni del territorio provinciale. Anche perchè – ha spiegato il sindaco – nel caso si fosse ritardato ancora nel via libera al Piano dei rifiuti si sarebbe rischiata una multa con ripercussioni anche sulla possibilità di accedere ai fondi del PNRR.

«La procedura comunque è stato appena avviata – ha sostenuto Fioravanti – e noi cercheremo di renderla più idonea alle necessità della collettività di Ascoli». Naturalmente, davanti a decine di esponenti di comitati e gruppi ambientalisti che si oppongono al nuovo impianto nel sito della Geta – sulle colline poco a nord di Ascoli – il sindaco non ha mancato di attaccare chi lo ha criticato negli ultimi giorni, affermando che sul progetto sono state fatte molte strumentalizzazioni politiche.

Il nodo della decadenza del presidente della Provincia

Al centro del dibattito teso e partecipato di ieri sera anche il nodo della decadenza del presidente della Provincia di Ascoli. Gli atti firmati da Sergio Fabiani – non più in ruolo dopo la mancata rielezione nel comune di Montegallo – successivi al 4 ottobre, compreso dunque il Piano dei rifiuti, sarebbero stati da annullare? Una questione non secondaria di cui sembra si occuperà proprio il Comune piceno chiedendo chiarimenti al Ministero degli Interni. I Comitati che si oppongono alla nuova vasca nell’Alto Bretta intanto non demordono, e solleciteranno ancora la Giunta a prendere una posizione netta sulla vicenda.