Centro Pagina - cronaca e attualità

Ascoli Piceno

Ascoli, Casini sul biodigestore a Relluce: «No al progetto senza studi sull’impatto ambientale»

La consigliera regionale Pd prende posizione sull'impianto dopo la contrarietà espressa dai Dem di Castel di Lama insieme al sindaco Cinquestelle e ai primi cittadini di Castignano e Appignano

ASCOLI – Prende posizione sul progetto del nuovo Biodigestore nel sito di Relluce, vicino Ascoli, anche la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Casini. Criticata di recente dal sindaco di Castel di Lama Mauro Bochicchio (Cinquestelle) proprio perché non si era pronunciata sull’impianto – osteggiato dalle comunità della Vallata del Tronto più prossime alla zona della discarica storica ascolana –, la Casini spiega che «occorre valutare meglio l’iniziativa». Ma lo fa dopo che il circolo Pd di Castel di Lama, nonché il sindaco di questa cittadina insieme a quelli di Castignano e Appignano si sono dichiarati contro il progetto.

«Non si può continuare a prevedere ulteriori interventi sul sito di Relluce, dove sono site tutte le discariche attive e non del Piceno – sostiene ora la Casini – senza un Piano d’Ambito provinciale con cui stabilire fabbisogni, priorità e ubicazioni, tenendo conto delle sofferenze ambientali che da anni pesano su alcuni territori come ad esempio quelli dei comuni di Castel di Lama, Appignano, Ascoli e Castignano. È necessario predisporre uno studio – aggiunge la consigliera Pd – che valuti gli stress ambientali già esistenti al fine di pianificare per il futuro confini e parametri certi, analizzati in via preliminare, ed evitare di continuare a penalizzare una porzione di territorio già compromessa».

Il biodigestore a Relluce è un progetto messo in cantiere dalla società Ascoli Servizi Comunali. Se realizzato, dovrebbe accogliere 40 mila tonnellate di rifiuti umidi raccolti in tutto il Piceno, da trasformare poi in metano e ammendante organico da utilizzare come fertilizzante in agricoltura. Sul tema si è tenuta una Conferenza dei servizi il 22 aprile scorso, che poi ha dato il via a tavoli tematici per verificare i dettagli tecnici dell’opera, prima che l’Amministrazione provinciale dia l’eventuale autorizzazione per i lavori.

Ma l’opposizione dei paesi della vallata del Tronto, a cominciare da quello più grande che è Castel di Lama, sta crescendo. Sia per l’impatto ambientale dell’opera che per l’aumento del traffico dei mezzi nelle vicinanze della popolosa frazione di Villa S. Antonio.

La stessa Anna Casini ora tiene a sottolineare questi rischi per le comunità ad est di Ascoli: «La preesistenza di impianti a Relluce non può essere la motivazione per prevederne ampliamenti e per ubicarci il nuovo biodigestore che comporterebbe un ulteriore carico ambientale, anche alla luce della carenza di reti di metano esistenti a cui connetterlo. Sono totalmente d’accordo – conclude – con la posizione contraria alla realizzazione dell’impianto assunta dal Segretario del Circolo del PD di Castel di Lama Stefano Falcioni e dai Sindaci di Appignano, Castignano e Castel di lama. Nulla può e deve essere autorizzato senza studi e valutazioni che possono essere affrontati solo con una pianificazione provinciale o regionale».