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Ascoli Piceno

Ascoli, la Biblioteca comunale chiude per lavori: verrà privatizzata?

Gli interventi dureranno qualche mese, ma il servizio agli utenti forse riprenderà in poche settimane, anche se in maniera ridotta

ASCOLI – La Biblioteca comunale «Giulio Gabrielli» di Ascoli chiuderà per lavori la prossima settimana. Aveva riaperto al pubblico da poche settimane, anche se con le forti limitazioni di accesso legate alla normativa covid. Alla struttura situata nell’antico palazzo del centro storico che ospita anche la Galleria d’arte moderna «Osvaldo Licini» oltre ad un auditorium – nel complesso denominato Polo Culturale S.Agostino – si sono resi necessari degli interventi di sistemazione e adeguamento interno.

Gli interventi dureranno fino ad autunno

A quanto si apprende, i lavori dureranno almeno per qualche mese, ma il servizio al pubblico potrebbe riprendere già tra due o tre settimane. Saranno però utilizzate solo alcune sale di lettura e l’accesso e la disponibilità di volumi per la consultazione e il prestito saranno quindi di certo molto ridotte.

Il Chiostro del Polo culturale S.Agostino

La Biblioteca comunale di Ascoli, crisi sanitaria a parte, situata sul Corso Mazzini è normalmente molto frequentata dai giovani che studiano in città, in particolare da quelli universitari. Le sue ampie aule, il bellissimo chiostro esterno e la vicinanza alle piazza del centro storco lo rendono facilmente raggiungibile da ragazzi, studiosi e semplici amanti della libro e della cultura.

L’ipotesi della privatizzazione

E spesso ospita convegni e dibatti di varia natura, oltre a piccoli spettacoli ed eventi. Al suo interno lavorano attualmente 14 addetti, ma alla ripresa dell’attività ordinaria potrebbe esserci delle novità. Preoccupa molti infatti, l’ipotesi che il servizio venga privatizzato. Il progetto non è ancora stato messo in cantiere, e non è chiaro se verrà indetta una gara o si andrà ad un affidamento diretto. Si andrà ad un ridimensionamento dell’organico o ad trasferimento in altre sedi degli operatori ora presenti? Di sicuro la possibilità non piace ad una parte della società e del mondo politico locale. In particolare quello delle minoranze consiliari di centrosinistra, che già hanno criticato l’ipotesi. Tutto però deve ancora essere definito.

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