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Ascoli Piceno

Ascoli, 12 ore di minacce per gli agenti del carcere: protestano Sappe e Fratelli d’Italia

Il detenuto ha creato tensione nell'istituto utilizzando una lametta come arma. Le deputate di Fratelli d'Italia chiedono potenziamento organico e mezzi

ASCOLI – Ore di tensione nel carcere di Marino del Tronto, ad Ascoli. Un detenuto egiziano è uscito dalla sua cella con una lametta in mano ed ha minacciato gli agenti di polizia penitenziaria, impedendo anche – secondo il sindacato Sappe – «che altri detenuti ricevessero la loro terapia farmacologica». La trattativa con gli agenti è durata quasi 12 ore, prima che lo straniero che protestava e dava in escandescenze, rientrasse in cella. Per fortuna senza conseguenze per nessuno dei presenti dell’istituto.

Il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), che più volte ha segnalato gli episodi di violenza che si verificano nel supercarcere di Marino del Tronto – che in passato ospitò tra gli altri criminali del calibro di Totò Riina e Raffaele Cutolo – censura il comportamento dei vertici della struttura, che si sarebbero allontanati dall’istituto senza dare direttive al personale penitenziario.

Sul caso intervengono anche le deputate marchigiane di Fratelli d’Italia Lucia Albano e Rachele Silvestri (ex 5stelle): «Ennesima giornata di altissima tensione quella vissuta dagli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Ascoli Piceno: il fatto si aggiunge ai numerosi episodi di violenza registrati nel penitenziario negli ultimi tempi. Fratelli d’Italia si è posto a fianco degli agenti della polizia penitenziaria dell’istituto di Marino del Tronto, già denunciando in Aula a Montecitorio l’insostenibile situazione all’interno della Casa Circondariale».

Le due parlamentari poi aggiungono, facendo un quadro della situazione generale: «Nei nostri Istituti di Pena sono recluse 53mila persone a fronte di una capienza di 47mila; le carceri sono diventate pericolose per gli agenti, sempre più soggetti ad aggressioni. Contro il sovraffollamento delle carceri – aggiungono Albano e Silvestri – la ricetta di Fratelli d’Italia è quella di potenziare le dotazioni organiche per la Polizia Penitenziaria, progettare la costruzione di nuove carceri e di adoperarsi per l’esecuzione delle pene nei paesi di origine».

Per le due deputate di Fratelli d’Italia inoltre, sarebbe utile, per motivi di sicurezza, dotare gli agenti di un’arma ad impulsi elettrici. E questo perchè secondo loro, tale impiego permetterebbe agli agenti di proteggere la propria incolumità e quella degli altri detenuti.

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