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Ascoli Piceno

Arte come Resistenza, a Monsampolo la mostra di Armando Fanelli

Drinking Rain è il titolo dell'esposizione presso la Galleria Marconi. Al centro della mostra, il rapporto tra uomo e natura e il confronto con la pandemia

ASCOLI PICENO – Sabato 10 luglio alle 17 presso la Sala Ipogei «Galleria Marconi» di Monsampolo del Tronto si inaugura Drinking Rain, mostra personale dell’artista Armando Fanelli a cura di Nikla Cingolani. L’esposizione, organizzata per la riapertura della nuova stagione dal Comune di Monsampolo del Tronto, da Galleria Marconi e da Marche Centro d’Arte, propone una selezione di lavori «in cui è possibile riconoscere – si legge in una nota – un alto potenziale comunicativo con riferimento al momento che abbiamo vissuto e di cui ancora non si hanno certezze riguardo alla fine. In alcune opere sono state attuate modifiche, formulate dallo stesso artista, che hanno messo in essere una versione diversa, al fine di proporre significati fortemente riattualizzati».

L’evoluzione del rapporto tra umanità e natura

La mostra pone molteplici spunti di riflessione sull’evoluzione del rapporto tra umanità e natura attraverso la costruzione di un immaginario spesso rivolto al tentativo di cura e protezione. Talvolta l’espressione di trasformazioni nella percezione di naturale e artificiale pone gli esseri umani in un ruolo centrale da assolvere nel tempo.

Questo concetto è stato esplorato dall’artista con temi come il provvisorio e l’effimero, il caso e l’imprevisto. Come spiega la curatrice, Nikla Cingolani: «Armando Fanelli combina una serie di pratiche (performance, poesia, film, fotografia) traendo ispirazione da ambienti naturali. Drinking rain, titolo della mostra scelto dall’artista, costringe lo spettatore a confrontarsi con interrogativi allarmanti dovuti, soprattutto, al periodo di pandemia che ha imposto un cambiamento quasi radicale delle nostre abitudini, ad iniziare dal distanziamento sociale. Ora più che mai, abbiamo bisogno di vivere esperienze emotive e sensoriali con entusiasmo. Bere pioggia, quindi, per soddisfare la sete di arte che spinge verso un nuovo viaggio di crescita».

Fare arte è una scelta di resistenza

Dal canto suo il gallerista Franco Maroni spiega: «Ogni mostra è una storia a sé, ci sono opere che segnano la storia altre che dalla storia sono segnate. Stiamo vivendo un periodo difficile, la pandemia ci ha privato del più viscerale dei cinque sensi: il tatto, il primo cui facciamo affidamento fin dalla nascita. Fare arte non è solo una scelta di Resistenza, fare arte è un bisogno di vita. È la possibilità di poter toccare la realtà e di stringerla».

Eppoi aggiunge: «Inauguro una nuova mostra e questo mi sembra molto, ancora una volta ho al mio fianco dei collaboratori insostituibili, perché amici prima di tutto, Lino Rosetti e Dario Ciferri. La vita toglie molto eppure loro sono ancora una volta con me, ringrazio anche Nikla Cingolani e Armando Fanelli, per la sfida che hanno accettato. E soprattutto ringrazio il Sindaco di Monsampolo del Tronto, Massimo Narcisi, e Mario Plebani».