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Ascoli Piceno

Arquata prova a ripartire, dopo il sisma e la pandemia, con la ‘Festa Bella’. Domani l’arrivo dell’albero in paese

Tutto pronto per il primo momento clou, cui seguiranno altre iniziative per tutto il mese di agosto. Franchi: "Mantenere vive le tradizioni"

Il trasporto degli alberi da parte degli spelongani

ARQUATA DEL TRONTO – Entra nel vivo, nella frazione arquatana di Spelonga, l’edizione 2022 della ‘Festa Bella’. La kermesse, che viene riproposta ogni tre anni, rievoca la battaglia di Lepanto del 1571, alla quale parteciparono anche un centinaio di spelongani i quali, si narra, si impossessassero di un vessillo sventolante su una nave turca che riportarono in patria come straordinario cimelio di partecipazione e di vittoria. Proprio nella chiesa parrocchiale di Spelonga è conservata una bandiera che si ritiene provenga proprio da quella battaglia. La ‘Festa Bella’, per il territorio di Arquata, rappresenta anche un’occasione per tornare alla normalità dopo gli anni del sisma e della pandemia.

Gli appuntamenti

Uno dei momenti clou è in programma per domani, quando alle 17 ci sarà l’arrivo dell’albero dai monti della Laga fino in piazza. Seguirà il corteo per le vie del paese. L’arbusto, nei giorni scorsi, è stato tagliato nel bosco da alcuni boscaioli spelongani e diventerà l’albero maestro della nave allestita al centro del borgo. Il 14 agosto, infatti, ci sarà il secondo momento più atteso: sempre alle 17 si svolgerà l’alzata dell’albero, proprio in ricordo della battaglia di Lepanto. I vari appuntamenti, in occasione della ‘Festa Bella’, animeranno tutto il mese di agosto. Lunedì, ad esempio, alle 21 ci sarà lo spettacolo della ‘Compagnia dei Folli’. L’11 agosto, a Spelonga, è atteso invece l’attore Neri Marcorè. Il 13 agosto andrà in scena il concerto di Filippo Graziani. La manifestazione si concluderà solo a settembre, il 4, con le iniziative finali, tra cui il pranzo tra tutti gli spelongani.

Il sindaco

«La ‘Festa Bella’, per noi spelongani, rappresenta un appuntamento meraviglioso – spiega, con entusiasmo, il sindaco di Arquata, Michele Franchi -. Mantenere le tradizioni e portare avanti la nostra storia significa ripartire guardando al futuro con ottimismo. Molti ragazzi si sono salvati dal terremoto del 2016 perché si trovavano, quella notte, a Spelonga per la festa, nella parte destra del Tronto meno lesionata. È una tradizione, prima che una festa molto partecipata, che si tramanda di padre in figlio. Venirne coinvolti, significa dare il proprio contributo alla rinascita di un territorio che ha bisogno dell’attenzione di tutti».