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Ascoli Piceno

Ad Arquata del Tronto l’iniziativa Il terremoto non esiste, gita nell’Italia che non c’è

A sei anni dal sisma, domenica 21 agosto una visita guidata sui luoghi feriti. «Vi invitiamo ad accompagnarci in un viaggio surreale nell'Italia che non c'è e di cui non si parla più»

ARQUATA DEL TRONTO – A sei anni dal sisma che ha colpito Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio grida amore e rispetto l’iniziativa di Monte Vector, associazione di promozione sociale a favore della riqualificazione territoriale, fondata da persone che hanno deciso di resistere nel territorio di Arquata del Tronto, dopo il sisma del 2016. Era il 24 agosto quando il terremoto colpì violentemente l’area di Accumoli ed Amatrice e la cittadina dell’Ascolano. «Vi invitiamo ad accompagnarci in un viaggio surreale nell’Italia che non c’è e di cui non si parla più», scrive Monte Vector nella sua pagina Facebook.

Appuntamento per domenica 21 agosto alle 9.30 all’area di sosta Blu Bar di Trisungo di Arquata del Tronto per la visita guidata prima a Capodacqua, quindi a Pescara del Tronto, Piedilama, Pretare, per concludere alle 17.30 con il ritrovo al Rifugio Mezzi Litri dove, con magliette, foulard, oggetti, borse e tutto quello a disposizione, sarà composto sul prato, sotto il Vettore, un grande cuore, «simbolo del diritto di vivere in questo luogo che per noi esiste e deve tornare ad essere una parte dell’ Italia che c’è».

Come scrive Monte Vector, «lo scopo di questa giornata è quello di ricominciare a raccontare l’Italia che non c’è e farlo con tutti i mezzi in nostro possesso, video, foto e social, da riunire sotto l’hashtag #ilterremotononesiste. Voi che parteciperete a questa particolare gita sarete la voce di questi luoghi caduti nel silenzio».

Infatti, tra le cose da portare: macchine fotografiche, cellulari, foulard, asciugamani, teli di stoffa colorata per comporre il cuore finale. Cosa fare? Soprattutto video e foto da postare sui social e sulla pagina dell’evento con l’hashtag #ilterremotononesiste. Cosa ricordare: la presenza in un luogo che non c’è ma tutti, guide e visitatori, devono fingere che tutto sia come prima. È possibile aggregarsi a metà programma, in una delle varie tappe.