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Ascoli Piceno

Qualità di vita, Ascoli reginetta delle Marche. Aguzzi: «Politiche attive» per l’occupazione

Nella classifica generale stilata dal quotidiano Italia Oggi, il "salotto" delle Marche si piazza al quinto posto in Italia. Fanalino di coda per le Marche è la provincia di Pesaro-Urbino, Ancona scende

ANCONA – Sono tutti nelle prime 50 posizioni i capoluoghi di provincia delle Marche nella classifica stilata dal quotidiano economico, giuridico e politico, Italia Oggi in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, e Cattolica Assicurazioni, che valuta, come ogni anno, la qualità di vita nelle province italiane.

Giunta alla sua ventiduesima edizione, sono 9 gli indicatori presi in esame: affari e lavoro, ambiente, reati e sicurezza, sicurezza sociale, istruzione formazione capitale umano, popolazione, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. Quest’anno sono stati affiancati anche tre indicatori sul covid-19 nell’ambito del parametro sicurezza i quali prendono in esame mortalità e incidenza dei casi.

Regina 2020 nelle Marche è Ascoli Piceno che con un balzo sale dalla 37esima posizione del 2019 alla quinta nel 2020, attestandosi fra le prima 5 città italiane dove si vive meglio. Nel 2019 il primato era stato attribuito invece a Macerata. A salire nella classifica sono anche Fermo, Macerata e Pesaro Urbino, mentre peggiora il piazzamento di Ancona che perde 5 posizioni rispetto all’anno scorso. A far salire di ben 32 posizioni il “salotto” delle Marche (Ascoli) è stato il punteggio ottenuto sul fronte della sicurezza sociale che vede la cittadina in terza posizione, prima per reati e sicurezza.

Scorrendo la classifica nazionale che vede Pordenone in testa e Foggia fanalino di coda è Foggia (107esima), in 11esima posizione c’è Macerata che nel 2019 si era piazzata al 19esimo posto e quindi in miglioramento, Fermo sale in 18esima posizione mentre nel 2019 era sprofondata in 61esima, poi Ancona 32esima in discesa rispetto al 2019 quando era 27esima in classifica. Balzo in avanti anche per Pesaro Urbino che da 51esima nel 2019 sale in 49esima posizione.

Nella sezione Affari e Lavoro a detenere il primato è Fermo che si piazza in quinta posizione contro la 17esima del 2019, mentre fanalino di coda è Ancona che scivola dal 31esimo posto del 2019 al 50esimo. Regina per numero di start up è Ascoli Piceno, mentre Macerata lo è per l’ambiente nonostante lo scivolone che dal 16esimo posto del 2019 la porta al 36esimo d quest’anno. Ascoli Piceno è prima per reati e sicurezza e terza per reati sociali, mentre sul fronte istruzione e formazione Ancona la fa da padrona al 18esimo posto, nonostante perda un punto rispetto al 2019. Macerata con il 56esimo posto è prima nelle Marche per popolazione, mentre sul fronte del tempo libero primeggia Pesaro-Urbino (18esimo posto) tallonata da Macerata (19esimo posto).

La provincia dei “paperon de paperoni” è Ancona che con il 29esimo posto in crescita rispetto al 2019 quando era al 40esimo è la provincia più ricca. Capitolo a parte il sistema salute dove la parte del leone la fa la provincia di Ancona con la quinta posizione, mentre nelle altre province la qualità è scarsa se non addirittura insufficiente: Ascoli Piceno si ferma al 74esimo posto, Macerata al 77esimo, Pesaro-Urbino all’80esimo e Fermo che chiude la classifica al quartultimo posto (104) , prima solo di Agrigento, Vibo Valentia e Trento.

Stefano Aguzzi

Si dice «non meravigliato» per il piazzamento delle province marchigiane nella classifica generale (tutte nelle prime 50 posizioni) l’assessore Stefano Aguzzi con deleghe all’ambiente, lavoro, formazione, sicurezza del lavoro ed edilizia: «Le Marche sono una terra dove tendenzialmente e storicamente si è sempre vissuto bene» spiega citando a riferimento i fattori ambientali, le bellezze del territorio, l’offerta turistica e l’economia che vede «tante piccole imprese diffuse e la manifattura». Fattori che però «purtroppo in questi anno sono andati in decadenza per la crisi economica che ha toccato molto le piccole imprese e il terremoto» ma il buon piazzamento delle province marchigiane nella classifica testimonia «una grande capacità di poter reagire da parte del tessuto economico, sociale e anche amministrativo e politico».

L’assessore per mantenere e migliorare il quadro delle Marche nei suoi ambiti di azione, ha spiegato che intende puntare sul potenziamento di depurazione, pulizia delle acque, raccolta differenziata e forestazione, per «ridare maggiore possibilità alla natura di svilupparsi». Sul fronte economico invece «occorre fare uno sforzo enorme, perché temo molto che da qui ai prossimi mesi, quando le aziende potranno riprendere a licenziare, che ci sarà una grossa ripercussione». Per questo ha sottolineato che per salvaguardare i livelli occupazionali «dovremo essere attenti sia agli ammortizzatori sociali per sostenere i lavoratori e le imprese in difficoltà, ma soprattutto mettere in campo  politiche attive di rilancio delle imprese».

In tal senso secondo Aguzzi il contributo elargito alle aziende «non deve essere tanto per resistere alla crisi, ma vocato ad indirizzare verso le reali potenzialità del mercato». Insomma no alle politiche passive, la linea della Giunta, come più volte ribadito anche dall’assessore alle attività produttive Mirco Carloni, va  in direzione delle politiche attive.