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Ascoli Piceno

Acquaroli e Latini ad Ascoli per sostenere la candidatura a Capitale italiana della cultura

Il Teatro dei Filarmonici ha ospitato un congresso con la presenza del presidente della regione Marche, l'assessore alla cultura ed il prof. Vittorio Sgarbi

Ascoli Piceno, candidata Capitale della cultura

ASCOLI- La città di Ascoli crede fortemente nella candidatura a Capitale della cultura italiana nel 2024. E ieri sera – 5 dicembre – nello splendido Teatro dei Filarmonici restaurato e riaperto 3 anni fa, ha organizzato un nuovo convegno per sostenere il progetto.

In campo per l’occasione anche la Regione Marche, con il presidente Francesco Acquaroli che è sceso nel capoluogo piceno per dare manforte al Comune e altri enti del territorio, in direzione dell’obiettivo da raggiungere. Con lui l’assessore alla cultura Giorgia Latini ed in platea il prof. Vittorio Sgarbi, che con la sua collezione di opere d’arte sta tenendo ad Ascoli da mesi un importante mostra.

«Il nostro è un programma che vuole costruire un futuro nuovo a tutto il Piceno – ha detto il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti – partendo da una visione che guardi ai musei e al patrimonio storico ed artistiche alle fabbriche dell’ avvenire. Solo così si potrà creare nuovo sviluppo e lavoro per il nostro comprensorio».

Dal canto suo, nel corso dell’incontro condotto da Massimiliano Ossini, l’assessore Latini ha parlato dell’importanza della valorizzazione anche del patrimonio immateriale, che la Regione vuole favorire e della candidatura di Ascoli come una «una sfida che si può vincere» avendo la città tutte le carte in regola per farlo. Aggiungendo poi che per essa esistono altre possibilità di rilancio turistico ed economico, magari legate all’ingresso nel prestigioso club internazionale dei luoghi UNESCO.

Unire e dare forza ai Comuni delle Marche

Il Presidente Acquaroli ha poi sottolineato la necessità per le Marche di unire e dare forza comune a tutti i campanili che ci sono nella regione e che spesso ne costituiscono anche il limite per una crescita reale. «Le Marche sono più omogenee di quello che pensiamo – ha detto Acquaroli – e sulla valorizzazione delle sue identità e ricchezze comprese quelle dei borghi interni, occorre lavorare per realizzare un rinascimento della regione».

Il 18 gennaio 2022 si conosceranno le 10 città italiane finaliste, poi una Commissione ministeriale valuterà i progetti presentati e sceglierà il migliore entro il mese di marzo.