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Ascoli Piceno

Il 2023 sarà l’anno del turismo di ritorno. Tanti eventi anche nelle Marche per favorire l’export e rilanciare il territorio

L'iniziativa è stata presentata oggi pomeriggio alla camera di commercio di Ascoli: oltre 500 manifestazioni a partire da marzo 2023

La presentazione del progetto alla camera di commercio di Ascoli

ASCOLI – Rilanciare l’immagine dell’Italia e promuovere il paese attraendo turismo e investimenti, favorendo l’export, gli incontri commerciali e creando collaborazioni stabili con i connazionali che vivono all’estero. Sono questi gli obiettivi del progetto denominato “2023: anno del turismo di ritorno”, presentato oggi pomeriggio alla camera di commercio di Ascoli. L’iniziativa, promossa dal comitato ‘Rete Destinazione Sud’, ha visto l’adesione di reti di imprese, consorzi, network, associazioni, Comuni e numerosi enti in tutta Italia.

L’iniziativa

Il progetto, nel dettaglio, prevede la realizzazione di manifestazioni ed eventi con diverse tematiche e obiettivi, che verranno organizzati in ogni regione della penisola, da marzo 2023 a gennaio 2024, e che saranno caratterizzati da appuntamenti gastronomici, culturali, musicali, esposizioni, dibattiti, workshop e tanto altro. In tutto, verranno promossi oltre 500 eventi in tutta Italia. «Il turismo di ritorno – ha spiegato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che si è collegato da remoto alla conferenza -, sarà una leva che ci consentirà, attraverso la promozione delle tradizioni regionali, delle eccellenze, dei borghi e dei territori da dove è partita l’emigrazione, di intercettare i nostri connazionali che sono interessati alla ricerca delle proprie origini e a conoscere l’Italia».

La presentazione

Alla presentazione del progetto hanno partecipato anche l’assessore regionale Guido Castelli, il sindaco ascolano Marco Fioravanti, il presidente della camera di commercio Gino Sabatini, il presidente del Bim Tronto Luigi Contisciani, il rettore dell’università politecnica delle Marche Gian Luca Gregori, alcuni sindaci del territorio e Michelangelo Lurgi, presidente di ‘Rete Destinazione Sud’. «Stiamo parlando di un evento partecipato dal basso – ha sottolineato proprio Lurgi -, che nasce spontaneamente e che grazie al digitale si costituisce come somma di iniziative locali. Una piattaforma di promozione del sistema Paese che comunica grazie a una regia nazionale, la quale ne coordina l’immagine definendo un disciplinare di qualità degli eventi e delle attività per uniformare la comunicazione». «La riscoperta della propria italianità e l’orgoglio delle proprie origini – ha proseguito Sabatini -,vuole essere il pretesto per invitare i nostri connazionali all’estero non solo a tornare in Italia per turismo, ma anche per invitarli a investire sul territorio per rivitalizzare le intere aree del paese, creando lavoro e occupazione nonché valorizzando competenze e talenti dei giovani italiani».