Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Le zanzare non trasmettono il coronavirus, l’insetto assolto dall’Iss. Ecco perché

Uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità esclude il coinvolgimento della zanzara comune e tigre nella trasmissione del virus. Torna però il timore per la West Nile. Ne abbiamo parlato con l'infettivologo Giacometti. Ecco cosa ci ha detto

zanzare
Foto di Kranich17 da Pixabay

ANCONA – Tornano puntuali come ogni anno a disturbare le serate estive con le loro fastidiose punture, stiamo parlando delle zanzare. Nemici estivi che quest’anno suscitavano allarme per il timore di un eventuale contagio da coronavirus. Fortunatamente, però, uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha fugato ogni dubbio chiarendo che sia le zanzare comuni che quelle tigre non trasmettono il covid-19.

In pratica la ricerca ha dimostrato che il virus, una volta entrato nell’organismo della zanzara dopo aver punto una persona positiva, non è in grado di replicarsi e quindi di infettare l’uomo attraverso una puntura.

«Le zanzare non trasmettono il coronavirus per due motivi – spiega l’infettivologo Andrea Giacometti, primario della Clinica di Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona -: il primo è che si nutrono del nostro sangue e lì, nel sangue appunto, il virus ci sta per poco tempo, durante la fase viremica. Il secondo è che il coronavirus non si riproduce all’interno degli apparati della zanzara, per cui non può essere trasmesso con la sua puntura, a differenza di quanto avviene con i plasmodi della malaria».
Insomma almeno su questo si può stare tranquilli: le zanzare non sono in alcun modo coinvolte nella trasmissione dell’infezione da covid.

Ma questi piccoli nemici tornano sul banco degli imputati per il West Nile,una malattia provocata da un arbovirus che solitamente colpisce gli animali, dai mammiferi agli uccelli, e che viene trasmesso dalla puntura di zanzara, soprattutto di tipo Culex (ovvero la zanzara comune).

Una malattia che causa febbre e che è comparsa in Italia da una decina di anni, favorita dai cambiamenti climatici che hanno causato una tropicalizzazione del Mediterraneo. Veicolo di trasmissione possono essere anche i trapianti di organi, le trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza.
La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con chi è infetto. In alcuni casi il virus può infettare anche animali domestici come cani, gatti, conigli e altri.

Andrea Giacometti, professore di Malattie Infettive e Pneumologia presso l’Università Politecnica delle Marche

«Il West Nile è sempre lì – spiega il primario -, ormai è endemico anche lui in Italia e la trasmissione aumenta d’estate perché avviene attraverso la puntura delle zanzare. È un virus che infetta uomo ed animali, in genere equini, e che determina una sindrome simil-influenzale ma che può anche provocare quadri più severi, come encefaliti. Al momento il modo migliore per difendersi da questo virus è la lotta alle zanzare».

I CONSIGLI PER NON ESSERE PUNTI
Utilizzare con moderazione repellenti cutanei per uso topico
; è necessario attenersi scrupolosamente alle norme indicate sui foglietti illustrativi dei prodotti repellenti, non utilizzarli sulle mucose o su regioni cutanee in presenza di lesioni e porre particolare attenzione al loro impiego sui bambini e donne in gravidanza e in allattamento.

Indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo (camicie a maniche lunghe, pantaloni o gonne lunghi e calze) e alloggiare in stanze dotate di zanzariere alle finestre e alle porte d’ingresso avendo cura di controllare che queste siano integre e ben chiuse.

In caso di presenza di zanzare in ambienti interni, utilizzare spray a base di piretro o altri insetticidi per uso domestico, oppure utilizzare diffusori di insetticida elettrici, areando bene i locali prima di soggiornarvi.