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Ancona

Vitalizi regionali, i parlamentari 5Stelle: «basta con la politica dei privilegi»

La proposta dei deputati gialli marchigiani è di eliminare la spesa per gli assegni agli ex consiglieri, che pesa sulle casse della Regione per 4.344.450,06 euro

Da sinistra in alto Roberto Cataldi, Rachele Silvestri, Martina Partisse, Paolo Giuliodori Prima fila: Mirella Emiliozz, Roberto Rossini, Tiziana Terzoni e Maurizio Cattoi
Da sinistra in alto Roberto Cataldi, Rachele Silvestri, Martina Partisse, Paolo Giuliodori Prima fila: Mirella Emiliozz, Roberto Rossini, Tiziana Terzoni e Maurizio Cattoi

ANCONA – Abolire i vitalizi degli ex consiglieri regionali. È questa la proposta dei parlamentari marchigiani del Movimento 5 Stelle, ovvero dai deputati Paolo Giuliodori, Patrizia Terzoni, Roberto Cataldi, Maurizio Cattoi, Mirella Emiliozzi, Roberto Rossini, Rachele Silvestri, Martina Parisse e dai senatori Giorgio Fede, Sergio Romagnoli, Donatella Agostinelli, Mauro Coltorti e Rossella Accoto. 

Una spesa, quella per gli assegni agli ex consiglieri, che andrà a gravare sulle casse regionali per 4.344.450,06 euro (spesa complessiva presunta per il 2019). Il vitalizio, oggetto più volte di polemiche, spetta agli ex consiglieri che hanno svolto uno o più mandati e che hanno compiuto 60 anni di età: complessivamente sono 114 i politici marchigiani che ne beneficiano, oltre ai 36 coniugi degli ex consiglieri deceduti (in un caso anche un figlio). Gli importi mensili degli assegni oscillano da un minimo di 780 euro lordi  a un massimo di 4.578, a seconda del tempo che si è trascorso sui banchi della Regione.

L'aula del Consiglio Regionale
L’aula del Consiglio Regionale

«Cifre impressionanti – scrivono in una nota i parlamentari marchigiani del Movimento 5 Stelle – soprattutto considerando che vanno a sommarsi alle pensioni di base, di solito già abbastanza sostanziose. Per incassarli basta semplicemente una consiliatura di 5 anni e poi attendere di aver compiuto 60 anni. Senza parlare poi dell’assurda reversibilità a favore dei discendenti».

I parlamentari 5Stelle rincarano la dose e spiegano che «Il movimento si è sempre battuto duramente per abolire i privilegi della politica. Dopo aver eliminato i vitalizi alla Camera e al Senato, abbiamo previsto in legge di bilancio un meccanismo di blocco dei trasferimenti statali destinati a questo spreco, nel caso in cui le regioni non dovessero rimodulare e tagliare i vitalizi agli ex consiglieri. I soldi – evidenziano -, in particolare la quota della Regione, appartengono alla comunità e dovrebbero essere usati per aiutare a rilanciare una regione in piena difficoltà economica e sociale: per strade, scuole, ospedali, trasporti, per il terremoto, il dissesto idrogeologico».

Una proposta, quella di tagliare i vitalizi agli ex consiglieri regionali condivisa anche dalla maggioranza in regione.
Infatti in prima commissione regionale sono quattro le proposte di modifica alla legge regionale 13 marzo 1995 n. 23 che regola il trattamento indennitario dei consiglieri regionali: una a firma dei consiglieri Pd e Art.1-Mdp Urbinati Busilacchi e Talé, un’altra presentata dai consiglieri della Lega Zaffiri, Malaigia e Puntaroni, un’altra dei 5Stelle Pergolesi, Maggi, Fabbri e Giorgini e l’ultima del consigliere del Gruppo Misto Sandro Bisonni.

Tra i punti in comune fra le varia proposte di legge presenti in consiglio regionale il divieto di cumulo, come spiega il capogruppo del Pd Fabio Urbinati, secondo la quale chi percepisce già un vitalizio non può prenderne anche altri.

«Sono stato il primo in Regione a presentare la legge – precisa il consigliere Urbinati -, poi è rimasta in sospeso perché il Parlamento nella precedente legislatura stava discutendo la Legge Righetti. Ora siamo in attesa del provvedimento che i 5Stelle hanno annunciato e che riguarda i vitalizi regionali, per cui essendo sovraordinato se la legge viene fatta dal Parlamento supera quella regionale che diventerebbe in questo caso inutile».