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Ancona

Vista Mare, incontro ad Ancona sulla mobilità. Il presidente Roversi: «Servono soluzioni innovative»

In vista della realizzazione del nuovo terminal crociere nel porto dorico, l'associazione ha deciso di riflettere sul tema con un convegno che si svolgerà nella facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche

(Foto: Porto Antico - Ancona)

ANCONA – Un convegno per riflettere sulla mobilità cittadina, in vista della realizzazione del nuovo terminal crociere e del banchinamento del fronte esterno del molo Clementino. Lo organizzerà l’associazione Vista Mare, sabato 16 novembre, nell’Aula 1 della Facoltà di Economia. «Siamo favorevoli allo sviluppo sostenibile del porto – dichiara Antonio Roversi, presidente di Vista Mare – ma il banchinamento e l’aumento di navi e passeggeri non devono peggiorare la qualità della vita dei cittadini».

Antonio Roversi, presidente Vista Mare

«Il tema della mobilità ad Ancona è problematico – continua Roversi – soprattutto per motivi orografici e urbanistici immodificabili. Inoltre l’auspicato incremento di traffico dovuto al forte sviluppo dell’attività portuale e, in particolare all’accelerazione provocata dal raddoppio dello stabilimento di Fincantieri (mille nuovi posti di lavoro oltre all’indotto generato) e dal prossimo banchinamento per le navi da crociera in modalità home-port, renderà veramente critico questo problema che rischierà di rappresentare un ostacolo alla vivibilità e allo sviluppo della città. La nostra associazione ha quindi ritenuto di sollecitare ulteriormente l’attenzione delle Autorità, degli operatori e della cittadinanza sul tema, organizzando un convegno e invitando al confronto relatori consapevoli delle soluzioni più avanzate a livello mondiale, perché Ancona ha bisogno di soluzioni innovative ed efficaci».

Al convegno “Ancona 2020-2030: una città fuori dal comune. Mobilità ed accessibilità nella città di Ancona”, dopo l’introduzione di Roversi, interverranno Gianluigi Mondaini dell’Università Politecnica delle Marche e Ida Simonella, assessore al porto del Comune di Ancona, che parleranno delle caratteristiche e delle esigenze del contesto territoriale. A seguire parleranno Carmine Bassetti, amministratore delegato di Aerdorica e Guido Vettorel, responsabile settore sviluppo e promozione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. Infine due esperti di mobilità urbana e del territorio: Andrea Appetecchia, project manager settore trasporto merci e logistica (ISFORT), e Sandro Capra, responsabile studi di fattibilità Direzione Sistemi per la Mobilità (Metropolitana Milanese S.p.A.).

Questo convegno segue la stesura di un documento, che Vista Mare aveva presentato a luglio, inviato a Sindaco, assessori e Autorità di Sistema Portuale. In questo documento l’associazione aveva mostrato la propria approvazione al progetto del nuovo terminal crociere, ma aveva indicato alcune condizioni, perché «preoccupata per le criticità ambientali, logistiche e urbanistiche» che il progetto comporterà. «Innanzitutto con il nuovo terminal crociere non dovrà essere sottovalutato l’aumento del traffico e dell’inquinamento – spiega Roversi – e chiediamo l’elettrificazione delle banchine. Inoltre siamo contenti che dal primo gennaio 2020 entreranno in vigore le nuove norme». Dal primo gennaio infatti le nuove norme obbligheranno ad utilizzare a livello mondiale carburanti navali con un contenuto di zolfo inferiore allo 0,5 % m/m (massa per massa).

«Un altro problema riguarda la mobilità – continua il presidente dell’associazione – e bisogna riflettere su come intervenire. Con il raddoppio dello stabilimento di Fincantieri e il nuovo terminal crociere, il traffico aumenterà. L’orografia della città è complicata e nel tempo sono state fatte scelte sbagliate, come la chiusura della stazione marittima, e bisogna andare avanti con il progetto dell’uscita a Nord e trovare un collegamento idoneo tra l’aeroporto e il porto. Serve quindi un’innovazione epocale sul campo della mobilità». Tra le condizioni, l’associazione aveva anche chiesto che «in caso di ritrovamenti archeologici», venisse realizzata «una struttura museale nell’ex ospedale militare, recuperando la struttura antica».