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Ancona

Viaggio nel cardiologico Lancisi di Ancona, tra primati e riconoscimenti – VIDEO

Istituito nel 1965, festeggia i suoi primi 25 anni dall'istituzione come azienda ospedaliera autonoma poi accorpata negli Ospedali Riuniti di Ancona nel 2004, attestatosi ormai ai primissimi posti nazionali per la cardiochirurgia

Torrette
L'ospedale regionale di Torrette ad Ancona

ANCONA – Spegne le sue prime 25 candeline il Lancisi dall’istituzione come azienda ospedaliera autonoma di alta specializzazione e di rilievo nazionale, accorpata poi nel 2004 negli Ospedali Riuniti di Ancona. Sorto nel 1965 come unico ospedale specializzato in cardiologia del Paese, la struttura ospedaliera all’inizio del 2004 entrò a far parte degli Ospedali Riuniti di Ancona, e dopo essere stato presidio mono specialistico, diventa Dipartimento Cardiovascolare.

A tracciare la storia del nosocomio, la cui prima sede fu in via Baccarani ad Ancona, zona Borgo Rodi, è il direttore generale dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, Michele Caporossi, in servizio presso la struttura già in quegli anni con la funzione di controller della programmazione e della gestione. «I primi anni venivano eseguiti 800 interventi chirurgici e 2.700 procedure di emodinamica» racconta il direttore generale, «poi il corpo vivente della struttura venne trasferito a Torrette» e già da allora i numeri subirono subito una accelerazione.

Il cardiologico Lancisi nella sede di via Baccarani ad Ancona

«Grazie al direttore generale Tiziana Bentivoglio con l’Azienda Autonoma, si passò da 800 a 1.400 interventi e 7.000 procedure di emodinamica, una produzione incredibile» che avveniva in parallelo allo sviluppo dell’ospedale cardiologico «secondo una logica dipartimentale» nella quale è strutturato oggi. Una crescita continua, quella dell’ospedale, che nel frattempo si è guadagnato la fiducia non solo dei marchigiani, ma anche delle regioni limitrofe, attestandosi «ai primissimi posti nazionali per la cardiochirurgia» grazie a numeri record sul fronte dell’attività: più di 1.400 interventi, 1.200 per adulti e 200 per bambini, e poi nel 2018 il riconoscimento di terzo centro per bypass coronarico in Italia, grazie all’abbattimento della mortalità ospedaliera di oltre la metà, spiega Caporossi.

Michele Caporossi

Ma la struttura non si ferma e continua il suo processo di evoluzione con lo sviluppo di «una grande linea che riguarda la emodinamica interventistica in forma ibrida fra cardiologi e cardiochirurghi»: «la strada del futuro – evidenzia il direttore generale – è quella di puntare sempre di più sulla mininvasività» e con l’avvento del nuovo clinico di cardiologia dell’università, il professor Antonio Dello Russo «oggi siamo fra i primissimi centri nazionali per elettrofisiologia e aritmologia».

Gian Luca Gregori

Il nuovo studio

Un percorso che si avvantaggia della stretta collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e che è sfociato nella nascita di un centro di ricerca interdipartimentale che vede la partecipazione interdisciplinare della Cardiochirurgia del professor Marco di Eusanio, della Clinica di Cardiologia del professor Antonino Dello Russo, della facoltà di Economia, Ingegneria industriale, per lo sviluppo di nuove metodiche di intervento per la cardiochirurgia mininvasiva e di quella aortica, spiega il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori. L’obiettivo è anche quello di valutare la prospettiva economica in termini di risorse economiche degli interventi e il benessere percepito dai pazienti, come la qualità del ricovero, il contatto con la famiglia, per questo nel progetto sono coinvolti anche psicologi.

Marco Di Eusanio

Con una mortalità sotto l’1% «adesso per noi la soddisfazione del paziente, il comfort, un decorso rapido e leggero, diventano i nostri obiettivi principali», spiega il direttore della Cardiochirurgia Marco Di Eusanio.
Lo studio, nato prima dell’estate, prenderà avvio all’inizio del 2021 e «ha un peso internazionale», evidenzia il professor Di Eusanio che ha illustrato il progetto in diversi Paesi esteri. 

La nuova sala operatoria

Novità anche nella Clinica di di Cardiologia, dove è stata realizzata una nuova sala operatoria di artimologia «ad altissima tecnologia», spiega il direttore Antonino Dello Russo: «È una sala operatoria unica in Italia, con tutti i sistemi di regia e i più avanzati sistemi tecnologici che consentono anche di trasmettere l’intervento via web a scopi formativi».
In questi giorni sono in corso i collaudi e poi a metà dicembre il taglio del nastro.

Antonino Dello Russo

La pubblicazione

Tra i numerosi primati del Lancisi c’è anche la pubblicazione di un caso unico al mondo: un tamponamento cardiaco da covid-19 su un paziente che «si era presentato pochi giorni prima per una coronarografia ed era negativo» spiega il professor Gian Piero Perna, direttore del Dipartimento di scienze cardiovascolari, cardiologia emodinamica e Utic degli Ospedali Riuniti di Ancona: sette giorni dopo, quando il paziente è tornato, era positivo al virus e aveva «un enorme versamento pericardico di tipo emorragico, trattato con un drenaggio con il quale sono stati estratti oltre un litro di liquido pericardico».

Gian Piero Perna

Ed è proprio, qui, all’interno del liquido pericardico, che «abbiamo trovato il virus, si tratta del primo caso descritto al mondo» sottolinea il primario e pubblicato nei giorni scorsi. Paziente che poi «è guarito completamente», anche se il virus può lasciare alcune «sequele»: «in questi giorni abbiamo ricoverato un paziente con miocardite da covid-19, una conseguenza che non abbiamo visto nella prima fase della pandemia», evidenzia il professor Perna, emersa solo successivamente quando negli Stati Uniti «hanno trovato casi di miocardite in un 30-40% di atleti dei college che avevano avuto il virus e che si erano sottoposti agli esami per l’idoneità sportiva».