Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Viaggi, vacanze, vaccino e mascherina: come comportarsi? Parola all’infettivologo

Come comportarsi in viaggio in tempi di pandemia se si è vaccinati? Cosa è cambiato per i vaccinati rispetto a prima? Ne abbiamo parlato con l'infettivologo Andrea Giacometti, primario della Clinica di Malattie Infettive di Torrette

ANCONA – Tempo di vacanze, tempo di viaggi e incontri sociali molto più fitti, nonostante la pandemia di Covid-19. Rispetto all’anno scorso gran parte della popolazione si è vaccinata e nelle Marche oltre 1 milione di persone hanno già avuto la prima dose di vaccino, il 74% del target, mentre 838 mila persone hanno avuto anche il richiamo. Se da un lato la variante Delta spinge in alto i contagi, dall’altra parte i vaccinati hanno una difesa in più contro il virus, il vaccino appunto.

Ma come occorre comportarsi in viaggio? Cosa è cambiato per i vaccinati rispetto a prima? Ne abbiamo parlato con l’infettivologo Andrea Giacometti, primario della Clinica di Malattie Infettive di Torrette. «Le regole di prevenzione devono essere rispettate anche da chi ha già ricevuto la doppia dose di vaccino – spiega – sia perché nessun vaccino offre la garanzia 100% di protezione dall’infezione (questo vale anche per i vaccini anti-morbillo, rosolia, ecc..), sia perché recenti ricerche dimostrerebbero che anche i vaccinati possono albergare il coronavirus nelle vie respiratorie».

Andrea Giacometti, primario Clinica di Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona

Quindi mascherina, distanziamento e igiene delle mani sono le misure che devono essere sempre rispettate. A tal proposito, spiega il primario, «mentre fino ad alcuni giorni fa si riteneva che la carica virale nei vaccinati fosse inferiore (quindi il vaccinato sarebbe stato meno “infettante”) ora pare che anche in loro si possano raggiungere alti valori di carica virale».

L’attenzione resta dunque d’obbligo. Ma «nei vaccinati il virus permane per meno giorni, per cui in fin dei conti un dato positivo c’è». L’infettivologo spiega che «attualmente le fasce di popolazione più a rischio di infezione sono quelle giovanili (bambini e adolescenti), per ovvi motivi correlati al periodo estivo ed al fatto che la gran parte degli anziani è ormai vaccinata».

Quali sono le situazioni a rischio? «Come sempre gli assembramenti, il parlarsi vicino senza mascherina (perché fa caldo …), lo scambiarsi bottiglie d’acqua da bere». Lo scambio di effusioni e abbracci tra persone non conviventi può rappresentare un rischio? «Chi ha completato il ciclo vaccinale deve rispettare le solite regole (mascherina, distanziamento e igiene delle mani), ma anche se dovesse infettarsi corre un rischio molto ridotto di ospedalizzazione rispetto a chi non è vaccinato». Il primario evidenzia infine che la quarantena per i vaccinati è stata ridotta a 7 giorni «proprio perché essi eliminano più rapidamente il virus».

© riproduzione riservata

Exit mobile version