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Ancona

Vela, la FIV rinnova l’impegno comunicazione con lo Studio Baldassari

La Federazione Italiana Vela ha rinnovato il suo impegno con l'agenzia di comunicazione con sedi a Roma e Recanati che già in passato ha promosso la disciplina soprattutto tra i più giovani

Vincenzo Graciotti
Vincenzo Graciotti, presidente della X Zona

ANCONA- Prosegue il rapporto di collaborazione tra lo Studio Baldassari Comunicazione, con sedi a Roma e Recanati, e la Federazione Italiana Vela. Un rapporto che, in questi anni, ha già incrementato l’awareness della disciplina e permesso un determinante avvicinamento dei giovani e che si appresta a continuare lungo la strada tracciata. Un segnale forte e importante in tempi difficili come quelli attuali. Come spiega Giacomo Baldassari, titolare dell’agenzia, bisogna partire dal dato del Politecnico di Torino che vede la vela tra gli sport con minor rischio di contagio:

«Il dato dell’indagine restituisce al movimento velico locale nuova linfa vitale in un momento in cui il pubblico dello sport e non solo versa in condizioni di grande disorientamento. In questo scenario, vedere che degli studiosi riconoscono alla vela uno status di sicurezza maggiore rispetto ad altre discipline, fa aumentare rapidamente il suo appeal, accentuandone i valori a cui da sempre è associata: salute, forza, benessere e contatto con la natura». Non si sono fatte attendere anche le parole di Vincenzo Graciotti del Comitato X Zona FIV:

«L’epidemia di cui tuttora subiamo gli effetti non cambierà proprio tutto ma contribuirà ad apportare modifiche importanti nella società. Nelle Marche, come nel resto d’Italia, le associazioni sportive hanno avuto una staffilata pesantissima e quelle più piccole rischiano di non farcela, se non vengono presi provvedimenti efficaci dal Governo. La vela non fa eccezione e, per risollevarne le sorti, in Francia stanno pensando di rivoluzionare questo sport rendendolo totalmente sostenibile. E la sostenibilità, intesa come ritorno a un modo di veleggiare più naturale, semplice, economico ma pur sempre divertente e competitivo, potrebbe essere la vera svolta. Il nostro deve essere uno sport popolare, dico da sempre che vanno abbattuti certi pregiudizi che allontanano le persone dalla pratica della vela e, di sicuro, i costi attuali di accesso ma anche di realizzazione di un evento velico di medio-alto livello non aiutano. Torno a sottolineare che, in questo allargamento della base della vela, mai come oggi auspicabile e necessario, la comunicazione riveste un ruolo centrale per creare simpatia e appeal verso quella che sarà la sua nuova immagine».