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Ancona

Vaccinazioni ad Ancona: «Nessun incremento significativo dopo il Green pass sul lavoro». Ma c’è chi arriva con l’avvocato

Prime dosi con il contagocce al centro vaccinale di Ancona, dove arrivano soprattutto richiami e terze dosi. Una decina le persone che negli ultimi giorni sono arrivate accompagnate da un legale per contestare il consenso informato e chiedere l'esonero

Roberto Cameriere, responsabile centro vaccinale Paolinelli di Ancona

ANCONA – L’effetto Green pass sul lavoro è ormai scemato e al centro vaccinale allestito all’impianto sportivo Paolinelli di Ancona sono davvero pochi quelli che si presentano per la prima dose di vaccino. Chi voleva ottenere la certificazione verde con il vaccino lo ha già fatto, come spiega Roberto Cameriere, medico vaccinatore, responsabile della struttura.

«Stiamo lavorando in buona quantità sui richiami delle prime dosi e sulla somministrazione delle terze dosi – spiega il medico -,  le persone over 60 anni che stanno venendo per la terza dose sono in numero discreto, mentre le prime dosi sono poche. La sensazione è che chi non vuole fare il vaccino non sia scalfito dal Green pass e quindi andranno a fare i tamponi».

Uno zoccolo duro che, nonostante l’estensione dell’obbligo di Green pass anche al mondo del lavoro, non intende vaccinarsi. «L’impressione è che le persone che avevano già precedentemente deciso di non fare il vaccino, non intendono farlo. Chiaramente un piccolo numero arriva – spiega -, ma non c’è stato nessun incremento significativo dall’entrata in vigore del Green pass».

Un momento della vaccinazione

Per quanto riguarda le terze dosi, al centro vaccinale stanno arrivando gli over 80 e gli over 60, e «l’adesione è discreta» spiega Cameriere, precisando che al momento sono pochi quelli che hanno il Green pass in scadenza e chi decide di ricorrere alla dose booster lo fa per «per una sua esigenza di protezione».

Secondo il medico, «gli incrementi maggiori nella campagna vaccinale si verificheranno ad inizio anno, con la scadenza dei primi Green pass» e interesseranno anche le terze dosi. Al momento il centro vaccinale allestito al Paolinelli somministra una media di 500-600 vaccini al giorno, numeri ben lontani dai picchi di 1.500 inoculazioni giornaliere di alcune settimane fa. Ad aderire più di tutti in questa fase sono gli anziani e i sanitari. Gli studenti ormai per la maggior parte si sono vaccinati.

In seguito all’introduzione dell’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro, dal 15 ottobre, negli ultimi giorni c’è stato anche chi si è presentato accompagnato dal suo avvocato «per chiedere l’esonero dalla vaccinazione», ma anche «per contestare il consenso informato, dicendo che non era sufficientemente esaustivo». Una decina al massimo i casi, che nonostante un “braccio di ferro” dialettico durato anche un paio d’ore, non hanno avuto soluzione, dal momento che, come spiega Cameriere, «nessun medico vaccina una persona che non ha correttamente siglato il consenso informato».

Un anziano alla terza dose: «Molti hanno dimenticato i funerali a Bergamo»

Una persona al centro vaccinale di Ancona

«Sono qui per la terza dose, perché è stato detto che dopo le prime due era opportuno farne un’altra – osserva un anziano over 60 dell’Anconetano -. Mi sono fidato del vaccino e continuo a fidarmi. Molta gente si è dimenticata dei funerali a Bergamo, in quei momenti tutti pregavano che arrivasse un rimedio, io ringrazio chi è riuscito a mettere a punto il vaccino».

«Senza il vaccino – conclude – adesso ci ritroveremmo nella stessa situazione di un anno fa, quando la gente moriva come le “mosche”».