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Ancona

Vaccini, al via la modifica alla Legge Regionale per mantenere l’obbligo vaccinale nei nidi marchigiani

Due proposte di legge saranno esaminate domani mattina 23 agosto in Commissione Sanità. La Regione “blinda” così la sicurezza dei più piccoli nei nidi e nei servizi di accoglienza da zero a tre anni di età

ANCONA – Procede spedito l’iter per mantenere l’obbligo vaccinale nei nidi marchigiani. Nella giornata di ieri (21 agosto) la Conferenza dei Capigruppo si è riunita in Regione, dove ha votato a maggioranza il carattere di urgenza delle due proposte di legge che saranno esaminate domani mattina 23 agosto in Commissione Sanità e che andranno ad intervenire sulla normativa regionale in tema di vaccinazioni: una a firma Ceriscioli, Mastrovincenzo, Minardi, Urbinati, e Busilacchi, che prevede alcune modifiche alla legge di settore approvata nel 2017, e un’altra presentata dal presidente della IV Commissione Sanità Fabrizio Volpini  e sottoscritta da Mastrovincenzo, Busilacchi, Urbinati, Giancarli, Traversini, Giacinti, Rapa, Minardi, Micussi e Marconi, che interviene direttamente sulla disciplina regionale dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza.

Fabrizio Volpini
Fabrizio Volpini, presidente della IV Commissione Sanità regionale

«La Regione Marche intende così svincolarsi dallo slittamento dell’obbligo vaccinale che il nuovo Governo intende portare avanti con il decreto Milleproroghe – spiega il presidente della IV Commissione Sanità regionale Fabrizio Volpini – un provvedimento, quello nazionale, che ha provocato una grande confusione tra i dirigenti scolastici e dei servizi educativi, che non comprendono bene quale sia la strada da seguire, perché c’è una circolare del Ministro che è in contraddizione con le disposizioni presenti nella legge 110 sull’obbligo vaccinale della Lorenzin. Per fare chiarezza e in coerenza con l’impostazione originarle della nostra legge regionale, e soprattutto per non interrompere quel processo virtuoso di incremento delle coperture vaccinali sia per l’esavalente, che per il morbillo, presentiamo questa proposta di legge per impedire lo slittamento di un anno dell’obbligatorietà».

Gianluca Busilacchi, consigliere regionale e membro della II Commissione Consiliare Permanente

«Quando predisposi il primo testo di legge regionale sui vaccini, non esistevano né la legge nazionale, né altre leggi regionali – sottolinea il consigliere regionale Gianluca Busilacchi – Mentre stavamo completando il nostro testo la Regione Emilia Romagna ci ha preceduti approvando una propria legge regionale. Il testo di Legge Regionale di cui ero il primo firmatario, sottoscritto anche da tutti gli altri consiglieri di maggioranza, interveniva sull’obbligo vaccinale per i bambini marchigiani della fascia zero-tre anni, perché le proposte di legge regionali possono intervenire solo su questa fascia d’età. Una volta approdato in Commissione, si è perso qualche mese, anche per l’opposizione della Consigliera dei 5 Stelle, e nel frattempo in seguito all’approvazione della legge nazionale, il testo iniziale che avevo predisposto è stato modificato, per poi arrivare in aula, dove è stato approvato un anno fa. Il testo così come era stato modificato dalla Commissione dipendeva dalla legge nazionale, se fosse stato invece approvato per tempo adesso non saremmo dovuti tornare in aula perché potevamo già essere indipendenti, anche se essendoci la legge nazionale era necessario farvi riferimento. Dopo che il Governo qualche settimana fa ha espresso l’intenzione di far slittare di un anno l’obbligo vaccinale, noi con una piccolissima modifica alla Legge Regionale del 2017 possiamo renderci indipendenti da quello che farà il Governo».

Se la Legge sarà votata dal Consiglio Regionale, nella seduta prevista per il 27 agosto, già da settembre nelle Marche resterà in vigore l’obbligo vaccinale, quale requisito d’accesso, ai servizi all’infanzia di competenza regionale, come nidi, agrinidi, nidi domiciliari e tutte le altre strutture pubbliche e private per l’infanzia.

Obiettivo, tutelare la salute dei bambini piccolissimi, in età non ancora da vaccino e di quelli che non possono essere vaccinati per problemi di salute, ma anche della collettività con cui entrano in contatto già nei primi anni di vita.