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Ancona

Turismo in crisi: perdite sicure, futuro incerto da Numana a Gabicce

È la fotografia scattata da Confartigianato imprese Ancona Pesaro – Urbino. Cicconi Massi: «Nessuna risposta agli operatori né su riaperture né su prossimi interventi. A rischio anche la stagione 2021»

L'estate a Senigallia: affollata la spiaggia di velluto
L'estate a Senigallia

SENIGALLIA – Il turismo è in crisi. È la fotografia che Confartigianato imprese Ancona Pesaro – Urbino scattata delle due province in tempi di coronavirus. Purtroppo, è molto simile a quella delle altre zone d’Italia, alle prese con uno stop che non si sa ancora quando potrà dichiararsi concluso e con misure anti crisi tardive e, a volte, nocive.

A sostenerlo è il senigalliese Giacomo Cicconi Massi, responsabile del settore turismo per Confartigianato imprese Ancona Pesaro – Urbino. «Le prime festività a essere cancellate sono quelle della Pasqua e legate alla primavera: mancati ponti, mancati viaggi, mancate occasioni per una scappatella nelle città d’arte o nelle città vacanziere hanno generato una perdita di oltre 3 miliardi di euro a livello nazionale».

Per quanto riguarda la regione Marche, pasqua e pasquetta rappresentavano da sempre l’inizio della stagione turistica e balneare, con la ripresa graduale degli spostamenti e la riapertura progressiva delle attività balneari e ricettive (stabilimenti, alberghi, ristoranti e bar) chiuse durante i mesi invernali. Settori che invece Confartigianato stima potranno arrivare a registrare perdite di oltre il 60%. 

Il centro storico di Senigallia preso d'assalto in una domenica di primavera
Il centro storico di Senigallia preso d’assalto in una domenica di primavera

Tra le proposte in fase di valutazione per quando si aprirà la fase due di questa emergenza coronavirus, ci sono il maggior distanziamento degli ombrelloni; il rispetto delle norme circa l’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale (guanti, mascherine, abbigliamento a manica lunga); l’uso di pannelli in plexiglass come divisori e alle casse (degli esercizi commerciali per esempio), fino alla presenza di distributori igienizzanti e di un’adeguata segnaletica per gli utenti delle varie attività. «Le misure di distanziamento interpersonale e anti contagio difficilmente si coniugano al concetto stesso di “vacanza”» spiega Cicconi Massi.

«È una situazione che comunque lascia ancora nella confusione più totale gli operatori del settore turistico, balneare, ricettivo e della somministrazione: innanzitutto finora non ci sono state indicazioni da alcun ente ma ci sono solo consigli che si ipotizzano possano essere dispensati nell’eventuale riapertura; questo perché nessuno sa ancora quando si potranno far ripartire le attività. E poi al momento non è concesso – né a titolari, né al personale – nemmeno accedere alle concessioni o ai locali per pulire né ultimare i lavori già iniziati».

Tra gli operatori da Numana fino a Gabicce – oltre 170 imprese balneari nelle Marche – ci sono molti ottimisti che sperano di poter tornare al lavoro entro l’estate, ma c’è una piccola percentuale di persone, forse spaventate dalle notizie che circolano o dalle voci che si rincorrono negli ospedali, che ritiene necessario saltare del tutto la stagione turistica e pensare solo a salvaguardare le vite umane. Si potrà poi tornare a parlare di estate in senso tradizionale solo a partire dalla programmazione per il 2021, ma anche lì ci potrebbero essere delle criticità in quanto con le elezioni spostate in autunno, tutti i tavoli di programmazione slitteranno, mettendo a rischio anche la prossima stagione estiva.

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