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Ancona

Un tuffo nell’Adriatico e uno nel Tirreno: «Dalle Marche alla Toscana pedalando per l’Italia»

L'avventura di Andrea e Rita che in bici attraversano l'Italia. «Spegnete il telefono e sintonizzatevi con la natura». Ecco la loro storia

ANCONA – Da Portonovo a Orbetello per attraversare l’Italia: è lo spettacolare viaggio coast to coast, dal mare Adriatico al mar Tirreno, fatto dai modenesi Andrea Bonacci e Rita Veratti. Un tuffo nell’Adriatico e uno nel Tirreno, da una sponda all’altra della nazione. Imprenditore lui, barista lei, hanno percorso oltre 450 chilometri in sella alle loro biciclette, tra salite e discese, in stretto contatto la natura. Un’esperienza selvaggia iniziata dalla baia di Portonovo. «Si mangia dove capita, si dorme dove c’è posto, solitamente in monasteri, senza prenotare» – dicono Andrea e Rita. Il covid per accedere ai resort? «Nessun problema – assicurano – abbiamo Green pass e mascherine. Il ritorno lo abbiamo fatto in autostop o col treno».

Fantastica la prima notte: «Siamo arrivati nelle Marche il 10 agosto – raccontano – e la prima sera, dopo esserci tuffati a Portonovo, abbiamo dormito in tenda. Poi, abbiamo toccato Osimo, San Severino Marche e Pioraco. E ancora Assisi, Todi, Orvieto, San Quirico e Orbetello, passando per l’Isola del Giglio e Civita di Bagnoregio». È stato Andrea a trasmettere a Rita la passione per la mountain bike: «Solitamente, pratichiamo enduro, ma da 4 anni ci imbattiamo in questo tipo di viaggi. Come quando, anni fa – ricordano – abbiamo fatto il cammino di Santiago». 

Rita Veratti a Portonovo, prima del tuffo nell’Adriatico

Rita e Andrea, una coppia su strada e nella vita, viaggiano così, pedalando da un luogo all’altro e trascorrendo il Ferragosto on the road, su strada. Non necessariamente in Italia, ma anche in Francia e Spagna. Incontrano culture e paesi diversi, conoscono gente e ammirano le meraviglie del mondo: «Con noi – sottolineano – solo un casco per i sentieri più pericolosi e qualche vestito di ricambio». Come portafortuna, le bandane che portano al polso «e che – evidenziano – usiamo talvolta come mascherina».

Niente telefoni per i due ciclisti: i loro smartphone, posizionati sul manubrio delle bici, «indicano la strada verso la meta. Usiamo Google maps o Komoot, l’app per ciclisti immersi nella natura». Così, dopo 8 giorni di pedalata, hanno raggiunto la Toscana, attraversando l’Italia. Un tuffo nel Tirreno, dopo otto giorni sconnessi dalla realtà: «È il bello di staccare dalla frenesia quotidiana e dal costante bombardamento mediatico – precisa Rita. È bellissimo estraniarsi dal mondo, siamo noi e la natura. A Orvieto, per esempio, abbiamo dormito con la musica alta dentro le orecchie: c’era il rave party là vicino, ma non lo sapevamo».

Andrea e Rita per le vie di Ancona, dopo esser tornati dalla Toscana

Hanno sempre pranzato al sacco, Andrea e Rita: «Solitamente, mangiamo molto a colazione, poi ci arrangiamo con qualche gelato o con del tonno in scatola, ma noi lasciamo pulito, perché in giro per l’Italia – fa notare la coppia – c’è molta sporcizia, soprattutto vicino alle aree urbane. Bisogna riscoprire il rispetto per la natura e l’amore per un turismo sostenibile. Ancona? Coi suoi sali-scendi che arrivano al mare è stupenda. Questa è la nostra vacanza alternativa, vietato annoiarsi!».