Il Tribunale di Ancona e le sue aule intitolati agli “eroi della quotidianità”

Il Palazzo di Giustizia, la Corte e le sue Aule intitolate alle persone che sacrificando la loro vita hanno onorato la storia del Paese e di Ancona. Oggi, 23 maggio, proprio nel giorno dell'anniversario della “strage di Capaci”, si è svolta nel capoluogo dorico la cerimonia. La prima targa scoperta è quella dedicata al magistrato Vittorio Salmoni dispensato dal servizio a causa delle leggi razziali

ANCONA- Il Tribunale dorico, la corte e le sue aule intitolate agli eroi della quotidianità”, persone che, anche a costo della loro vita, hanno onorato, con impegno e sacrificio, la storia del Paese e di Ancona. Con l’iniziativa “Tribunale è Città”, il Palazzo di Giustizia apre le sue porte ai cittadini con una serie di eventi nel giorno della ricorrenza dell’anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone e la sua scorta. Alla cerimonia di intitolazione a cui hanno preso parte le massime autorità militari, religiose e civili.

Il Presidente del Tribunale di Ancona, Giovanni Spinosa

«Il tribunale vive con la città e vive nella città. Oggi è una giornata dedicata al ricordo ma è anche una giornata di festa perché vogliamo celebrare la giurisdizione di Ancona insieme a tutte le sue componenti. rinnoviamo il matrimonio con la città di Ancona- dichiara il presidente del Tribunale di Ancona, Giovanni Spinosa-. La storia del nostro Paese va consegnata ai nostri figli».

Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli

«Riconciliare la città con pezzo della sua storia e aprire il Palazzo di Giustizia alla cittadinanza è essenziale. Questo tipo di iniziative fanno bene all’amministrazione della giustizia e alla comunità stessa» afferma il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli.

La targa dedicata a Vittorio Salmoni

La prima ad essere scoperta in Corso Mazzini è la targa di Vittorio Salmoni, magistrato anconetano e presidente del Tribunale dorico, dispensato dal servizio a causa delle leggi razziali. A lui è intitolato il Palazzo di Giustizia. «Salmoni subì l’oltraggio delle leggi razziali ma ci ha insegnato che la giurisdizione va oltre, è legalità. Salmoni è il simbolo del nostro lavoro» commenta Spinosa.

La corte del Tribunale è invece dedicata ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, le aule di udienza sono a ricordo degli avvocati anconetani Elisa Comani, prima donna iscritta all’ Ordine degli Avvocati di Ancona, e Arturo Vecchini; del magistrato Fausto Angelucci; del magistrato Mario Amato, del magistrato Guido Galli, del magistrato Rosario Livatino, della poliziotta Emanuela Loi, del generale e prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, del finanziere Vittorio Petrelli, dell’avvocato Giorgio Ambrosoli e del giornalista Peppino Impastato.

Le targhe

Molto toccante e commovente la cerimonia di intitolazione delle aule, a cura dell’Associazione Nazionale Magistrati Sezione Distrettuale di Ancona. Le 13 targhe sono state scoperte contemporaneamente nell’Aula 1 al quinto piano, alla presenza anche dei familiari delle persone a cui sono dedicate.

«Questi nomi non dovranno essere letti con superficialità. Rappresentano la memoria che portiamo dentro di noi- afferma il dott. Luigi Catelli, Presidente della Corte di Appello di Ancona-. Hanno speso le loro vite in difesa dei valori di giustizia e legalità. Valori da trasmettere alle future generazioni. Dobbiamo ricordare che nessuna azione del presente si costruisce senza la memoria del passato. Mi domando se queste persone sono eroi o santi. Io credo che siano persone che hanno vissuto la vita facendo il loro dovere, sono eroi della quotidianità».

Un momento della cerimonia

«La grandezza di questi uomini e donne non è stata quella di essere eroi ma di aver adempiuto al loro dovere fino in fondo. Questa dovrebbe essere la normalità- dichiara la dott.ssa Monica Garulli, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona-. Ognuno di noi può raccogliere il testimone che ci hanno lasciato ispirandosi ai valori di giustizia e legalità».

Nel suo intervento il Prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto ha evidenziato che i giudici Falcone e Borsellino, come gli altri servitori dello Stato caduti nell’esercizio del loro lavoro ricordati durante la cerimonia, rappresentano un baluardo della democrazia in quanto hanno agito come argine a perniciosi fenomeni che rischiavano di alterare l’assetto democratico dello Stato.

I presenti in Aula

«Dal 1969 al 1995 sono stati uccisi 25 magistrati- ricorda il dott. Sergio Sottani, Procuratore Generale della Repubblica-. Ho conosciuto Falcone a un convegno a Senigallia. Non credo volesse diventare un eroe, faceva il suo dovere».

«Le nuove generazioni guardano alla mafia non più con la stessa rassegnazione del passato. Nella battaglia contro la criminalità organizzata i due magistrati Falcone e Borsello hanno fornito, con il loro esempio, l’arma più potente alla riscossa civica e morale- sottolinea il Presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo-. Educare alla legalità vuole dire anche coltivare la memoria di chi, attraverso la propria vita e le proprie azioni, ha saputo difendere le regole della convivenza civile e democratica, ispirata ai valori della Costituzione della Repubblica».

Le targhe a ricordo di Falcone e Borsellino e di Vittorio Salmoni

Mastrovincenzo ha ricordato alcune iniziative del Consiglio Regionale: nell’agosto 2017 l’approvazione della legge sulle “Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile” e poi il parere favorevole espresso nei giorni scorsi dalla Commissione Affari istituzionali per l’adesione della Regione alla Fondazione che sostiene l’Osservatorio sulle Agromafie. Il Presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche ha fatto riferimento alla ricostruzione post sisma, auspicando «norme più semplici e chiare ed attribuzioni di compiti precisi, così da farla procedere speditamente e nella massima trasparenza per consentire la rinascita di un’ampia porzione del territorio marchigiano con le sue comunità».

Dopo la benedizione delle targhe da parte di Monsignor Angelo Spina, Arcivescovo della Diocesi Ancona – Osimo, è stato proiettato un filmato del regista Davide Lomma, “La nuova alba della Repubblica”, in ricordo delle personalità che si sono distinte nell’affermazione dei valori della Giustizia e della Legalità.

La cerimonia si è conclusa con gli interventi di alcuni dei familiari presenti. «Io non l’ho mai conosciuto mio nonno ma ha basato la sua vita sui principi del rispetto delle regole e giustizia» riferisce Vittorio Salmoni, nipote di Vittorio Salmoni.

La corte del Tribunale allestita per lo spettacolo

«Mio papà era un magistrato appassionato ed io ho seguito la sua strada- racconta commossa la figlia di Guido Galli-. Amava lo studio e l’insegnamento universitario. È morto con il codice in mano mentre andava a fare lezione ai suoi studenti. Mio padre era consapevole del rischio che correva. Queste morti non sono state vane».

Per Sergio Amato, figlio del magistrato Mario Amato, «la memoria è anche resistenza».

L’iniziativa “Tribunale è Città” è proseguita nel pomeriggio con l’incontro dibattito su “Mafia e Stragismo”. Questa sera invece, per la prima volta il teatro entra in Tribunale con lo spettacolo Paragoghè. Nella corte è stato allestito uno spazio scenico con una platea di circa 300 posti.