Strage di Corinaldo: 8 indagati, uno è minorenne

Le ipotesi di reato sono omicidio preterintenzionale, lesioni colpose e dolose a carico di un 17enne e concorso in omicidio colposo aggravato per tre soci e quattro proprietari della discoteca Lanterna Azzurra. I testimoni: «Sentita una esplosione e puzza di ammoniaca»

I procuratori Monica Garulli e Giovanna Lebboroni con il sostituto procuratore Paolo Gubinelli e il colonnello Cristian Carrozza, comandante provinciale dei carabinieri

ANCONA – Ci sono 8 indagati per la strage di Corinaldo dove nella notte tra venerdì e sabato sono morte sei persone. Lo hanno reso noto i due procuratori Giovanna Lebboroni (Procura dei Minori) e Monica Garulli (Procura ordinaria) durante la conferenza stampa convocata nel pomeriggio di oggi in una affollatissima aula del tribunale piena di giornalisti.

Si tratta di sette adulti, 3 soci e 4 proprietari della discoteca Lanterna Azzurra, e un 17enne della provincia che si trovava nel locale. I primi sono indagati per concorso in omicidio colposo aggravato mentre il minore è indagato per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e colpose. «Tre testimoni presenti in discoteca – ha detto il procuratore dei Minori Lebboroni – e sentiti come persone informate lo hanno chiamato in causa sui fatti della sostanza spruzzata in sala». Il minore sarebbe quindi stato visto da tre persone, azionare lo spray, che si trovavano vicino a lui in discoteca. «È stato indagato come atto dovuto – ha sottolineato la Lebboroni – a sua stessa garanzia. La consistenza indiziaria a suo carico è ancora tutta da verificare».

Una bomboletta al peperoncino è stata trovata e sequestrata dagli inquirenti in discoteca e sarà fatta analizzare anche dal punto di vista delle impronte. È un contenitore di 15 millimetri e alto 10 centimetri. Ma stando agli inquirenti quell’unica bomboletta non sarebbe la sola causa del fuggi-fuggi che si è scatenato la notte dell’8 dicembre alla Lanterna Azzurra. «Sentendo decine e decine di persone informate sui fatti – ha spiegato il procuratore dei Minori – abbiamo appurato che attorno a mezzanotte e 30, nella sala principale del locale, c’è stato uno spargimento di una sostanza urticante, qualcuno l’ha definita all’odore di peperoncino, altri hanno sentito puzza di ammoniaca e altri ancora hanno parlato di una esplosione e di sostanze fumogene. Tutte hanno concordato che qualcosa è stato disperso nell’aria. Lo spargimento è stato molto diffuso in altezza e in larghezza. Una delle concause di quello che è poi accaduto in discoteca è stata la sostanza spruzzata ma non si esclude che ce ne siano state altre. Nella struttura c’erano centinaia di persone dentro. Lo spargimento ha causato l’effetto successivo e cioè la calca delle persone finite una sopra l’altra, fino all’evento mortale».

La folla dei giornalisti

L’iscrizione del minore sul registro degli indagati è solo per i fatti della discoteca e per questi non sono state prese misure cautelari. Il giovane però sarebbe in stato di fermo perché trovato in possesso di droga (per lo stesso motivo ci sarebbero anche due adulti in stato di fermo) ma la Procura su questo non ha dato conferme. Il procuratore capo ha chiarito la questione dei biglietti, almeno in parte. «I titoli di accesso richiesti alla Siae – ha spiegato Garulli – sono stati 1.600 e la presenza massima prevista dalla licenza del locale è di 871 per tre piste ma quella sera solo una era utilizzata, al piano terra, da 459 posti. Abbiamo trovato 919 biglietti non vidimati mentre le matrici vendute sono state 466. Quante persone poi effettivamente erano all’interno della sala è in corso di aggiornamento per l’indagine». Due avventori della discoteca hanno sostenuto di aver subito un furto quella sera, con l’utilizzo di spray urticante. È stato confermato dalla Lebboroni che però ha precisato che non si può ancora parlare di bande che rapinano gli avventori di discoteche con lo spray. «Non ci sono evidenze – ha detto il procuratore dei Minori – è un fenomeno accaduto in altre parti d’Italia, non escludiamo che possa esserci anche qui da noi». Per avere un conto preciso delle persone presenti in sala il comandante provinciale dei carabinieri ha lanciato un appello: «Portate in caserma i biglietti – ha detto Cristian Carrozza – anche quelli del bus o dei mezzi presi per arrivare in discoteca. Possono esserci utile per capire quante persone erano presenti nella discoteca».