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Ancona

Tragedia di Corinaldo, fissato l’Appello per la banda dello spray del Lanterna Azzurra

L’udienza si aprirà il prossimo 13 gennaio, in Corte d’Assise d’Appello, ad Ancona. A fare ricorso, dopo le condanne di primo grado, sono stati Procura e difesa

L'ingresso del Lanterna Azzurra

ANCONA – Sono passati tre anni dalla notte maledetta della Lanterna Azzurra, e un anno e mezzo dalle condanne di primo grado per la banda dello spray. A pochi giorni dall’anniversario della Strage di Corinaldo è stato fissato l’Appello per i sei ragazzi della Bassa Modenese accusata di aver provocato la morte di cinque minorenni e una mamma la notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, in discoteca a Corinaldo.

L’udienza si aprirà il 13 gennaio prossimo, in Corte d’Assise d’Appello di Ancona. Il processo di secondo grado, a cui si era appellata sia la Procura, per richiedere il riconoscimento dell’associazione a delinquere, resto poi caduto nel primo grado di giudizio, sia le difese, per sostenere l’estraneità dei fatti dei loro assistiti e ridimensionare tutte le accuse, inizierà a poco più di tre anni dai fatti.

In sei torneranno davanti ai giudici, dopo le condanne di primo grado della gup Paola Moscaroli, inflitte con la sentenza del 30 luglio 2020, dove si procedeva con il rito abbreviato. Sei condanne per pene comprese tra i 10 e i 12 anni e quattro mesi di carcere per la ‘banda dello spray’, che entrò in azione nella discoteca “Lanterna Azzurra” per commettere furti con strappo utilizzando spray al peperoncino: morirono in sei, soffocati e schiacciati da chi cercava di uscire in fretta dal locale, dove si era diffusa la sostanza urticante.

Omicidio preterintenzionale, rapine, furti con strappo e lesioni personali i reati per cui la banda è stata condannata. Le pena più alta era andata a Ugo Di Puorto (considerato il capo) e Raffaele Mormone, suo stretto amico: ad entrambi 12 anni e 4 mesi di carcere. Le altre condanne erano state 11 anni e 6 mesi ad Andrea Cavallari, 11 anni e 2 mesi a Moez Akari, 10 anni e 11 mesi a Souhaib Haddada e 10 anni e 5 mesi a Badr Amouiyah. La Procura aveva chiesto pene comprese tra 16 e 18 anni di carcere ma nella condanna finale era caduto il reato associativo.