Tragedia al porto, Giampieri: «La sicurezza non si può barattare»

Così è intervenuto il presidente dell’Autorità di sistema portuale dopo la morte ad Ancona dell'agente marittimo. Parole di cordoglio anche dal sindaco Valeria Mancinelli: «Incidenti come questi non dovrebbero mai succedere»

Rodolfo Giampieri, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale

ANCONA – «Tutta la comunità portuale è sconvolta da quanto è accaduto e si stringe con affetto e solidarietà intorno alla famiglia di Luca Rizzeri, che ha perso la vita nel porto di Ancona. Siamo attoniti che possano accadere fatti del genere, convinti che la sicurezza sul posto di lavoro non si possa barattare con niente. Quando succedono cose simili, è una sconfitta per tutti». Così Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità di sistema portuale, parla dopo l’incidente alla banchina 23 dove ha perso la vita il 33enne dell’agenzia marittima Archibugi.

Secondo Giampieri «il miglior piano di sviluppo per il lavoro e l’economia è quello che mette la sicurezza al centro di ogni strategia». Il presidente è certo che si farà totale chiarezza sull’accaduto e sulle eventuali responsabilità. Intanto si è stabilito che nella riunione già programmata per domani pomeriggio fra Autorità di sistema portuale e Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, l’ordine del giorno sarà allargato al tema della sicurezza in ambito lavorativo.

Parole di cordoglio sono arrivate dal sindaco Valeria Mancinelli. «Con profondo dolore e costernazione ho appreso della morte del giovane agente marittimo stamane al porto di Ancona dice il primo cittadino – questa tragedia tocca da vicino tutti noi e ci lascia senza fiato: il porto è il luogo dove operano, lavorano e si incrociano migliaia di persone e merci, un luogo dove l’impegno e la fatica sono costanti, ma anche la soddisfazione e l’ottimismo per una realtà viva, che funziona, che dà lavoro a tante famiglie e che permette ad altrettante di spostarsi, viaggiare e andare in vacanza». Il sindaco sottolinea che «incidenti come questi non dovrebbero mai succedere, perché distruggono vite umane e perché sconvolgono una grande e bella famiglia come quella portuale: nei prossimi giorni le indagini faranno il loro corso e verranno accertate le eventuali responsabilità, in questo momento però a prevalere è il dolore sincero per una giovane vita spezzata, e per la sua famiglia, in particolare alla moglie e ai loro due bambini piccoli. È a loro che l’Amministrazione e la città tutta si stringe, mentre il porto si ferma per onorare uno dei suoi figli più sfortunati».