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Ancona

Torrette: ospedale più sicuro grazie a Polizia, vigilantes e telecamere

Dopo alcuni mesi di controlli serrati da parte degli agenti sono scattate oltre 200 denunce per invasione di edifici pubblici e furti. Oggi nel capoluogo presentato il progetto sulla sicurezza del nosocomio dorico messo in campo dalla Questura di Ancona con la Direzione Generale degli Ospedali Riuniti. Ecco in cosa consiste

ANCONA – Degenti, familiari e utenza più sicuri all’Ospedale di Torrette grazie ad una collaborazione, ormai divenuta stabile, tra la Questura di Ancona e la Direzione Generale degli Ospedali Riuniti. Un impianto fisso di controllo che ha permesso di stoppare definitivamente la frequentazione di clochard e di altri soggetti borderline o in condizioni di fragilità che gravitavano nell’ambito delle aree ospedaliere.
È un vero e proprio apparato per la sicurezza cquello messo in campo costituito da 4 agenti di Polizia e pattuglie delle Volanti, schierati dal Questore Oreste Capocasa, da 7 vigilantes h24, sorveglianti esterni per la vigilanza armata e 110 telecamere di videosorveglianza messi in campo dalla direzione ospedaliera di Torrette. Una struttura ampia da sorvegliare, quella del nosocomio, con oltre 10mila presenze esterne che gravitano quotidianamente nell’ospedale e oltre 70 accessi esterni da controllare.

Dopo alcuni mesi di controlli serrati da parte degli agenti della Polizia di Stato sono scattate oltre 200 denunce per invasione di edifici pubblici e furti. «Fenomeni intollerabili» ha dichiarato il Questore Oreste Capocasa nell’ambito di una struttura dove ci sono pazienti e familiari afflitti dal dolore. Gli uomini della Polizia di Stato si sono adoperati anche per risolvere alcuni episodi estorsivi e di accattonaggio, oltre alla presenza all’interno dell’ospedale di alcuni clochard tra i quali anche una famiglia romana costituita da padre, madre e figlia 30enne che si erano “sistemati” nelle aree di pertinenza dell’Ospedale. Tra queste persone anche soggetti in condizioni di fragilità che hanno richiesto l’attivazione di collaborazioni con strutture assistenziali e volontaristiche della zona e dei servizi sociali del Comune di Ancona per trovare una sistemazione. Come ad esempio nel caso della famiglia romana che ha trovato un alloggio stabile in una struttura della capitale grazie all’impegno degli agenti della Polizia di Stato.

Un’intesa forte e molto proficua quella tra il direttore degli Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi e il Questore Oreste Capocasa, che va avanti già da tre anni, con una task force fortemente voluta da Caporossi e costituita da 4 agenti di Polizia nell’area del Pronto Soccorso, messa a disposizione dal Questore sempre molto attento al tema della sicurezza. Una risposta forte al «diffuso senso di insicurezza provato da parte dei cittadini – ha sottolineato Michele Caporossi – In ospedale albergano pazienti che sono fragili per natura e questo era un problema che aveva bisogno di una prassi consolidata per essere risolto. Occorreva dare una risposta a ciò che turba la sicurezza all’interno dell’ospedale».

Una questione che aveva richiesto una maggiore attenzione già dall’agosto scorso e che aveva spinto la Direzione Aziendale ad agire tempestivamente per ripristinare la sicurezza in quello che è un ospedale di eccellenza a livello nazionale. Una situazione comune a tante altre strutture ospedaliere italiane, ha ricordato Caporossi, che ha anche sottolineato come degenti e visitatori non debbano avere il «patema d’animo» in ospedale dove «devono sentirsi sicuri e tranquilli».

Un rapporto costante e fruttuoso con l’Azienda ospedaliera che si è subito preoccupata fin dall’inizio di dare maggiore sicurezza alla struttura «perché non si potevano condividere certe situazioni con la salute delle persone» ha detto il Questore di Ancona Oreste Capocasa. Che ha aggiunto: «Abbiamo ridato la possibilità di vivere in una struttura sanitaria nei termini più sereni». Il Questore ha poi sottolineato come sia possibile misurare la sicurezza di un territorio sulla base del tempo di individuazione dei delinquenti dalle forze di Polizia dal momento del loro arrivo in un territorio: ad Ancona questo tempo è molto basso.

Una presenza, quella degli agenti, come ha precisato Capocasa, non solo legata alla sicurezza, ma anche ad un sistema di attività professionale, come autopsie e altri servizi che possono richiedere l’intensificazione dei supporti in determinate circostanze.

La dirigente delle Volanti Cinzia Nicolini ha sottolineato l’importanza di fare squadra con le istituzioni: «Siamo soddisfatti ma non ci fermiamo». Il vice Franco Pechini ha annunciato un incremento dei controlli.

Oltre 100mila euro investiti in sicurezza da parte dell’Azienda, come ha evidenziato il direttore amministrativo Antonello Maraldo, sia per i vigilantes che per il personale che effettua controlli nella struttura verificando la chiusura delle porte esterne ai reparti, oltre al controllo del personale negli orari notturni.
Il direttore sanitario Gianluca Serafini ha ricordato la collaborazione attuata con i servizi sociali del Comune nel governare le situazioni di disagio.