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Ancona

Terza dose ai sanitari, il virologo Menzo: «Prima possibile. Serve a far funzionare le strutture sanitarie»

Il primario del Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona chiede di accelerare sulla terza dose ai sanitari per evitare di paralizzare i reparti ospedalieri a causa delle quarantene

ANCONA – Subito la terza dose ai sanitari. A chiedere di accelerare sulla questione è il virologo Stefano Menzo. Il personale sanitario era stato tra i primi a ricevere la vaccinazione contro il Covid e a concludere il ciclo vaccinale. «Sappiamo da quanto sta succedendo in altri Paesi, che dopo un tot di mesi si riduce la copertura fornita dal vaccino», fa notare il professor Menzo.

La circolare del Ministero

Il direttore della Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, Stefano Menzo

Nei giorni scorsi il Ministero della Salute ha dato il via libera alla somministrazione della terza dose ai soggetti over 80, al personale e agli ospiti delle Rsa e ai sanitari a partire dai 60 anni, con patologie o con elevato livello di esposizione a infezione.

Per queste categorie, dopo il completamento del ciclo vaccinale, è prevista anche una dose “booster”, ovvero di richiamo a sei mesi di distanza dall’ultima inoculazione, per mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria.

La circolare del Ministero prevede che, indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario (mRna o a vettore virale), sarà possibile utilizzare come dose booster uno qualsiasi dei due vaccini a mRna, ovvero Pfizer e Moderna.

Menzo: «Terza dose per far funzionare le strutture sanitarie»

Secondo il virologo Stefano Menzo, primario del Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, il problema per i medici, gli infermieri e gli Oss che si infettano è quello di paralizzare interi reparti ospedalieri.

Come fa notare, infatti, il vaccino «conserva nel tempo la sua protezione dalla malattia grave», ma i sanitari sono comunque a rischio di infettarsi e questo «significa mandare in quarantena e in isolamento» gli operatori con «notevoli problemi organizzativi» negli ospedali. «Vaccinare i sanitari – osserva – serve a fa funzionare gli ospedali», per questo «occorre partire il prima possibile», visto che oltretutto in questo momento «non ci sono carenze» di dosi.

A due settimane dalla ripresa delle lezioni in presenza nelle scuole, avvenuta il 15 settembre, Menzo osserva che al momento la situazione è «abbastanza contenuta» e la crescita avviene più lentamente rispetto al passato. A contenere la curva pandemica, secondo il primario, è la vaccinazione contro il Covid: «I giovani si sono vaccinati di più» spiega, sottolineando tuttavia che il virus continua comunque a circolare.

Cosa si aspetta per il resto dell’autunno? «Penso che una ripresina ci sarà, ma avverrà più tardi, verso la fine di ottobre». In ogni caso, evidenzia, i vaccini stanno mostrando «la loro efficacia e questo significa che bisogna insistere affinché la vaccinazione si estenda al massimo fra la popolazione».