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Ancona

Terremoto, oltre 3700 opere recuperate da Legambiente in 26 comuni

È questo il bilancio del lavoro svolto in un anno dai 483 volontari del gruppo di Protezione Civile Beni Culturali dell'associazione ambientalista delle Marche per un totale di 3.775 ore di volontariato

Recupero opere d'arte nelle zone terremotate (Foto: Legambiente Marche)

TERREMOTO- L’attività di recupero delle opere danneggiate dal terremoto è iniziata il 24 agosto 2016 e non è ancora terminata. Oggi i volontari sono al lavoro nel Comune di Valfornace mentre da domani fino a giovedì le attività proseguono al Castello di Lanciano nel Comune di Castelraimondo per lo spostamento dei beni. In questo anno il gruppo di Protezione Civile Beni Culturali di Legambiente Marche è intervenuto tra le macerie e nelle zone rosse, dando supporto ai funzionari del ministero dei beni culturali, dei vigili del fuoco e dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale.

«Questo lavoro è frutto di un percorso collettivo che nasce nel 1997, in seguito al terremoto che ha colpito Marche e Umbria. Grazie a tanti anni di lavoro condiviso tra cittadini e istituzioni abbiamo costruito una nuova consapevolezza sui beni culturali che ha permesso oggi alle Marche di essere più forte e meno impreparata di fronte al dramma che ha colpito tutta la nostra Regione- commenta Antonella Nonnis, coordinatrice del gruppo di protezione civile beni culturali Legambiente Marche».

«Per quanto riguarda il futuro delle opere d’arte nelle aree terremotate è urgente uscire dall’emergenza e passare alla fase successiva, fare il punto sulla nuova geografia del patrimonio culturale marchigiano post sisma, l’ubicazione e lo stato dei depositi. Inoltre, iniziare un percorso di gestione e organizzazione dei depositi temporanei al fine di avviare un lavoro di valorizzazione attraverso mostre diffuse e laboratori di restauro nelle zone più prossime ai luoghi di origine, per rinsaldare il sentimento di coesione di cui ha bisogno una comunità per ricominciare a pensare al futuro senza rischiare di disgregarsi- spiega Francesca Pulcini, Presidente di Legambiente Marche -. Attività di questo tipo, aperte anche alle scuole, ai restauratori, agli amanti dell’arte, alle università, ai centri di formazione e agli addetti ai lavori che dopo il sisma hanno perso l’impiego, aiuterebbero a creare occupazione e flusso turistico».