Sisma, Ceriscioli: «Zero è quello che ha fatto il governo per la ricostruzione»

Il presidente della Regione punta il dito contro il governo, al quale ricorda che ci sono ancora 30 mila persone fuori dalle loro case. In 3 anni le Marche hanno destinato all'emergenza 904 milioni di euro

I danni del sisma del 2016

ANCONA – «Zero è il risultato di quello che il governo ha fatto per la ricostruzione». A dirlo è il presidente regionale Luca Ceriscioli che mercoledì 7 agosto ha tenuto un incontro in Regione nell’ambito del quale ha presentato il documento “RendicontiAmo le Marche”, un bilancio a tre anni dal sisma del 2016 che ha devastato l’entroterra marchigiano e a un anno dall’insediamento del governo Conte. Presenti anche la vicepresidente Anna Casini, gli assessori alla Protezione civile Angelo Sciapichetti e al Bilancio Fabrizio Cesetti e il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Cesare Spuri.

«In campagna elettorale avevano promesso che ci sarebbe stata una svolta, che avrebbero accelerato le procedure di ricostruzione attraverso semplificazione, personale e risorse adeguate», spiega Ceriscioli nel precisare che «alle parole sono seguiti zero fatti». «Siamo di fronte al governo dello zero», incalza il presidente regionale: «In un anno non hanno semplificato le norme, nonostante gli emendamenti che come Regione Marche avevamo richiesto; in un anno non è arrivata nessuna unità di personale in più, neanche quelle previste e finanziate». Per Ceriscioli «zero sono l’interesse e l’attenzione del governo verso la popolazione marchigiana colpita dal sisma».

La Regione, ha dichiarato Ceriscioli, ha chiesto a più riprese di sbloccare le «120 persone che devono arrivare all’Ufficio speciale per la ricostruzione, ma senza risultato. Il fatto è che se non ci sono persone in più e le regole restano quelle di prima, in termini di accelerazione, anche la ricostruzione va a zero. Devo inoltre aggiungere che zero sembra essere l’interesse rispetto alle preoccupazioni e all’ansia della popolazione. Stesso discorso in termini di vicinanza a questa gente. Un esempio concreto è la visita del Papa a Camerino per incontrare i terremotati alla quale non era presente nessun rappresentante del governo. Il tema del sisma è stato derubricato dall’agenda di governo. Si parla per una settimana di una barca con 20 migranti, ma non si parla per niente di quelle 30mila persone che sono ancora oggi fuori dalle loro case. È un atteggiamento probabilmente volto a scaricare su qualcun altro le responsabilità: su chi c’era prima, su chi è sul territorio, nei confronti dei Comuni e delle Regioni e via dicendo. Ma qui ci sono responsabilità specifiche e noi il nostro lavoro lo stiamo facendo, ma senza personale e semplificazioni si va a rilento: in media 1.200 pratiche l’anno rispetto alle 5.000 che vorremmo poter evadere».
Luca Ceriscioli presidente regionale

Il presidente regionale ha espresso sostegno alle popolazioni terremotate: «Continueremo a batterci per loro: vogliamo ottenere quello che spetta loro di diritto, poter tornare a casa. Con i tempi e le regole di oggi non ci riusciremo mai e quindi abbiamo bisogno che il governo ci ascolti. L’impegno ce lo metteremo tutto e chiederemo anche ad altri attori di attivarsi assieme a noi perché siamo convinti che questa sia una battaglia trasversale. Non ne voglio fare un fatto contro questo o quel governo. Il precedente ci ha dato tante risorse, ma anche tanta burocrazia. Quello che deve fare il governo attuale è togliere la burocrazia che è ancora lì. Eliminarla è interesse di tutti. Se questo avverrà, il prossimo anno saremo qui a ringraziarli per aver finalmente messo in moto qualcosa».

I DATI
La Regione Marche nei 3 anni ha destinato all’emergenza 904 milioni di euro dei quali  202,9 milioni cas (contributo autonoma sistemazione), 238,1 milioni sae (soluzioni abitative di emergenza), 126 milioni urgenze ee.ll., 88 milioni alberghi, 41,3 milioni acquisto immobili, 37,8 milioni macerie, 29,5 milioni agricoltura, 14,1 milioni beni culturali, 10,3 milioni delocalizzazione attività produttive, 10,3 milioni trasporti, 8,6 milioni oneri personale, 3,6 milioni attività didattica, 3,5 milioni servizi sociali.
Per la ricostruzione privata sono state autorizzate 2.791 pratiche per un totale di 415 milioni di euro e per la ricostruzione pubblica sono stati approvati 223 progetti per un totale di 121,5 milioni di euro.
Nell’ambito del Piano di sviluppo rurale sono stati emanati bandi per 93 milioni ed erogati 23 milioni di risorse a 3.277 aziende. Per quanto riguarda infine il Fondo Europeo Sviluppo Regionale (FESR Asse 8) ammontano a 92 milioni le risorse stanziate attraverso i bandi. Ad oggi 315 beneficiari pubblici e privati hanno ricevuto 8 milioni di euro.