Tecnica antisismica brevettata da Univpm e sede moderna: agraria riapre agli studenti

Taglio del nastro alla presenza di moltissimi studenti per la rinnovata sede del dipartimento dell’Università Politecnica delle Marche, chiusa 4 anni fa per lavori di ristrutturazione

Il taglio del nastro della ristrutturata facoltà di agraria dell'Università Politecnica delle Marche
Il taglio del nastro della ristrutturata facoltà di agraria dell'Università Politecnica delle Marche

ANCONA – Taglio del nastro alla presenza di moltissimi studenti per la rinnovata sede del dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Politecnica delle Marche. Chiuso quattro anni fa per lavori di ristrutturazione, l’edificio di agraria, situato nel polo Montedago, è tornato ad accogliere i circa 1000 studenti della facoltà, i 54 docenti e il personale tecnico amministrativo.

Sono stati effettuati importanti lavori di adeguamento sismico dal costo di circa un milione di euro. A testimonianza dell’innovativa tecnica utilizzata brevettata dall’Univpm, al primo piano è possibile vedere un pilastro rimasto appositamente incompiuto.

«Abbiamo tolto il cemento armato dalle colonne – spiega il rettore dell’Univpm Sauro Longhi – e messo una fasciatura con lamine di acciaio. Poi le abbiamo ricoperte nuovamente con il cemento. Questa tecnica è stata brevettata dall’Univpm, è il meglio che c’è al mondo per l’adeguamento sismico. In pratica abbiamo ricostruito questa facoltà senza smontarla».

Il Rettore Longhi mostra la colonna con le “fasciature”

I lavori, durati circa 4 anni, hanno richiesto tempi più lunghi del previsto in quanto nel frattempo sono cambiate le normative, come quella sugli appalti.

Gli studenti che in questi anni sono stati trasferiti nelle aule di ingegneria situate proprio di fronte alla sede di agraria, ora possono finalmente riappropriarsi dei loro spazi.

Al microfono il Prof. Nunzio Isidoro, Direttore del Dipartimento

«Abbiamo cercato di ridurre al minimo i disagi – afferma il direttore del dipartimento, il prof. Nunzio Isidoro – gli studenti non hanno perso nemmeno un’ora di lezione. Per me questa è una giornata speciale perché ho iniziato il mandato come preside della Facoltà proprio quando la sede è stata chiusa. Oggi la struttura è altamente qualificata. In questi anni siamo comunque riusciti a posizionarci ai primi posti della classifica Censis. Ci siamo giocati il primato con l’Università di Bologna, il prossimo anno saremo di nuovo primi».

«Con il trasferimento degli studenti di agraria nelle aule di ingegneria si era perso il senso di comunità – dichiara il presidente del Consiglio studentesco Pasquale La Serra -. Questa struttura non solo è all’avanguardia ma permette di ricreare un senso di comunità».

Gli uffici al primo piano

La sede di Agraria è la più moderna dell’Ateneo. Ci sono 13 aule, tutte climatizzate e con nuovi arredi; un’aula magna con 250 posti, 7 laboratori didattici e al primo piano gli uffici hanno grandi vetrate. Vicino alla presidenza vengono ospitati anche l’Associazione dei Ggeorgofili e l’Ordine regionale dottori agronomi e dottori forestali.

«La struttura è funzionale e adeguata alle esigenze della Facoltà, un risultato eccellente frutto del lavoro collettivo che ha impegnato tutta l’amministrazione e gli uffici tecnici» commenta il direttore generale Rosalba Valenti.

Nell’atrio della sede lo sguardo viene colpito dall’opera “Origine e Scienza”, realizzata da Floriano Ippoliti nel 2005. In bronzo e travertino, rappresenta il legame dell’uomo con la terra e con la scienza. Oggi l’artista ha voluto donare all’Università un bozzetto dell’opera.

Il bozzetto dell’opera donato dall’artista Floriano Ippoliti

Il Dipartimento offre attività sul campo grazie all’orto botanico “Selva di Gallignano” dell’Università Politecnica delle Marche e dell’azienda agraria didattico-sperimentale Pasquale Rosati. I corsi di laurea attivi sono tre: “scienze e tecnologie agrarie”, “scienze e tecnologie alimentari” e “scienze forestali e ambientali”. I corsi di laurea magistrale sono: “scienze agrarie e del territorio”, “food and beverage innovation and management” (totalmente in lingua inglese) e “scienze forestali, dei suoli e del paesaggio”.