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Ancona

Alle Muse “I soliti ignoti”, la prima versione teatrale del film di Monicelli

Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri improvvisati sbarcano sulle scene del teatro dorico rituffandoci nell'Italia povera del secondo dopoguerra

I soliti ignoti

ANCONA – Al Teatro delle Muse sta per arrivare “I soliti ignoti”, con l’adattamento teatrale di Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli, tratto dalla sceneggiatura di Mario Monicelli, Susi Cecchi D’Amico, Age&Scarpelli. La commedia è la prima versione teatrale del mitico film di Monicelli, uscito nel 1958 e diventato col tempo un classico imperdibile della cinematografia italiana e non solo. Lo spettacolo andrà in scena ad Ancona dal 20 al 23 febbraio.

Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri improvvisati sbarcano sulle scene rituffandoci nell’Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra. L’adattamento è fedele alla meravigliosa sceneggiatura di Age e Scarpelli senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere moderna quell’epoca lontana. Il cast si avvale di attori di primo piano cresciuti alla lezione di quei mostri sacri della recitazione che sono stati Gassman, Mastroianni, Totò e gli altri attori del film. Sul palco Vinicio Marchioni, Giuseppe Zeno, Augusto Fornari, Salvatore Caruso, Vito Facciolla, Antonio Grosso, Ivano Schiavi, Marilena Anniballi.

Sarà uno spettacolo divertentissimo ed emozionante, assolutamente da non perdere, con la regia di Vinicio Marchioni. «Ci sono dei film che segnano la nostra vita – scrive nelle note di regia Vinicio Marchioni – e “I soliti Ignoti” per me è uno di questi. Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di curare l’adattamento teatrale del film mi ha immediatamente conquistato. È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia. Vorrei restituire sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza. Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili. Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada».

Macbeth

Le scene sono di Luigi Ferrigno, costumi di Milena Mancini, luci a cura di Giuseppe D’Alterio, musiche di Pino Marino. Produzione: Gli Ipocriti Melina Balsamo. La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 22 febbraio alle ore 18.30 al musecaffè, condurrà l’incontro la giornalista Lucilla Niccolini. Al Cinemuse (Ridotto del teatro delle Muse) prosegue invece la rassegna Cineopera, a cura di Marche Teatro in collaborazione con Fondazione Teatro delle Muse e Associazione Palchettisti. Mercoledì 19 febbraio sarà proiettata l’opera “Macbeth” alle ore 20.30, prodotta da Staatsoper di Berlino. L’opera in quatto atti (1847), su musica di Giuseppe Verdi, libretto di Francesco Maria Piave, basato sull’omonimo soggetto originale di William Shakespeare, vanta in questa edizione: la direzione di Daniel Barenboim e la regia di Harry Kupfer, l’Orchestra Staatskapelle Berlin e il Coro Staatsopernchor. Nel cast: Placido Domingo (Macbeth), Kwangchul Youn (Banquo), Anna Netrebko (Lady Macbeth), Evelin Novak (Kammerfrau), Fabio Sartori (Macduff), Florian Hoffmann (Malcom), Dominic Barberi (Dottore), Jan Martinik (Murderer). Regia cinematografica: Thomas Reimer. Cantata in italiano con i sottotitoli in italiano.