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Ancona

Ancona, Teatro delle Muse: debutto all’aperto per “L’attore nella casa di cristallo”

Il 15 giugno Marche Teatro ha inaugurato la riapertura dei teatri con lo spettacolo scritto e diretto da Marco Baliani, da un’idea di Velia Papa

"L'attore nella casa di cristallo" sul piazzale del Teatro delle Muse

ANCONA – Con una performance inedita sul piazzale del Teatro delle Muse, con attori rinchiusi in grandi teche trasparenti, Marche Teatro ha inaugurato ieri sera (15 giugno) la riapertura dei teatri. Ancona ha riabbracciato la prosa con L’attore nella casa di cristallo, scritto e diretto da Marco Baliani, da un’idea di Velia Papa. Uno spettacolo, breve, intenso e significativo in un luogo inedito, adeguato alle misure di distanziamento imposte in questa fase della pandemia. Una drammaturgia originale, figlia del periodo che abbiamo vissuto e del conseguente lockdown.

Fino a domenica 28 giugno con due spettacoli serali, alle ore 21 e alle 21.45, due attori/attrici simbolicamente rinchiusi ciascuno dentro una grande teca trasparente, offriranno la propria arte al pubblico, in una performance che rappresenta perfettamente l’attuale condizione del mondo del teatro in cui artisti e pubblico devono rigorosamente mantenersi separati. Ogni sera gli spettatori, muniti di auricolari, circonderanno, con la giusta distanza, le due strutture di vetro allestite sulla piazza e potranno decidere quale attore seguire nel suo percorso. 

Velia Papa

«È uno spettacolo che incuriosisce – dichiara  Velia Papa, direttore di Marche Teatro – e abbiamo già tante prenotazioni per i prossimi giorni. Il debutto è andato molto bene e gli spettatori hanno apprezzato e capito il senso del lavoro. La dimensione surreale degli attori in gabbia è una sorta di provocazione. Con questo spettacolo vogliamo dire che il teatro non può essere ingabbiato, non può semplicemente diventare un discorso solipsistico dell’attore».
Lo spettacolo immagina un futuro distopico, in cui gli attori vivono rinchiusi in case trasparenti, esposti allo sguardo del pubblico. Nella loro condizione di totale solitudine, non resta che ripetere ciò che ricordano del loro antico mestiere: brandelli di testo, passi di danza, brani di canzoni, per non perdere la memoria e per sperare di poter tornare presto al tempo in cui i teatri erano colmi e gli attori gratificati dagli applausi.

Sono circa 34 gli spettatori per ogni replica. «Significativo è il fatto che ogni attore recita un testo di teatro, diverso da quello degli altri. Durante la performance – continua Velia Papa -, gli attori citano repertori teatrali classici, brani celebri della letteratura teatrale, da Shakespeare ai grandi poeti, o canzoni. Lo spettacolo dura 30 minuti, così come ogni monologo. Lo spettatore può quindi scegliere chi ascoltare con gli auricolari: un solo attore integralmente, oppure entrambi, ascoltando prima l’uno e poi l’altro o viceversa. Se non si hanno gli auricolari si colgono solo frammenti. Non è casuale questa dimensione di frammentarietà e precarietà, che rispecchia quello che sta accadendo in questo momento al teatro e agli artisti».

Marco Baliani (Foto di Marco Parollo)

Gli attori/prigionieri che si alterneranno nelle teche esposte al pubblico sono Eleonora Greco, Giacomo Lilliù, Michele Maccaroni, Petra Valentini. Nelle note che accompagnano lo spettacolo, il regista Marco Baliani si chiede «chi siete là dentro? Che ci fate? Certo, siete attori. O almeno un tempo lo eravate. Ma attori chiusi dentro una teca di cristallo da cui non potete uscire. Siete una specie in via di estinzione. È una dimensione molto netta e molto dura. Dalla vostra memoria di attori emergono lacerti di teatro che non hanno nessun rapporto tra loro oppure che si agganciano uno all’altro solo per un’assonanza di suoni, o di parole, o per un gesto che ne richiama un altro. Una coazione a ripetere. Il nastro di Krapp che scorre siete voi. Siete il nastro, non Krapp. La vostra memoria è a intermittenza. Memorie teatrali di quando, un tempo, eravate in scena. È un soliloquio. Non dovete raggiungere nessuno e non dovete rivolgervi a nessuno. Non ci saranno applausi. La vostra vita personale come esseri umani non interessa. Però a tratti viene fuori senza che voi ne siate coscienti.
Potrebbero perfino esserci ricordi. Ma come un’intromissione improvvisa, priva di rapporto con il resto. Priva di rapporto con voi lì dentro. Potrebbero esserci brani di testo a due, ma dove l’altro non c’è. Non si può fare teatro senza gli altri. Non c’è da gridare. Né da recitare, quelli che stanno fuori sentono la vostra voce attraverso delle cuffie. È una voce radiofonica. Potrebbero ascoltare voi e guardare un altro attore. Oppure ascoltare voi e guardare il cielo o qualsiasi altra cosa. Ma voi siete comunque sempre esposti. Siete testimoni della povertà della vostra vita da attori, in una società che non ha bisogno del teatro. Non dovete suscitare compatimento e, da parte vostra, non deve esserci compiacimento. La vostra esistenza lì dentro è un eterno loop. Non c’è fine e non c’è inizio. C’è solo un tempo uniforme, coatto, senza divenire».

Marco Baliani spiega che «queste sono le indicazioni che ho dato ai quattro attori e attrici che fino al 28 giugno, sulla piazza antistante il Teatro delle Muse, saranno reclusi dentro due teche di plexiglass, a portare avanti un “nastro di memorie”, per ciascuno diverso. Io e Velia Papa abbiamo pensato che aprire il teatro il 15 giugno non significasse solo trovare qualche escamotage per riproporre il teatro di prima, ma che, non potendo esserci davvero un ritorno alla normalità, come tutti sbandierano illudendosi, avevamo il compito di creare una drammaturgia nuova, capace di mettere il dito nei nervi scoperti del periodo storico che stiamo attraversando. L’attore nella casa di cristallo è una potente metafora che tocca da vicino il nostro disastrato sentire».

Per prenotare i biglietti, telefonare (solo servizio telefonico) alla biglietteria del Teatro delle Muse (071 52525), dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30, oppure scrivere a info@marcheteatro.it. Il desk biglietteria in via della Loggia aprirà ogni sera un’ora prima delle recite.