Tassa e Consorzio di bonifica, la protesta dei comitati arriva in Regione

Agricoltori e proprietari terrieri provenienti da tutte le Marche hanno manifestato davanti al Consiglio Regionale contro il balzello che considerano una «rapina». Interessate, secondo i contestatori, oltre 140mila persone, «costrette a pagare la tassa sulla base degli ettari virtuali»

I manifestanti davanti al Consiglio Regionale

ANCONA – No al Consorzio e alla tassa di bonifica, e no alla proposta di legge che modifica la normativa in vigore in materia di bonifica e irrigazione, attribuendo al Consorzio maggiori poteri. Sono queste le ragioni che hanno spinto ieri, 19 febbraio, alla protesta, davanti alla sede del Consiglio Regionale, agricoltori e proprietari terrieri provenienti da tutta la regione, riuniti in comitati contrari alla tassa che considerano una «rapina».

Il sindaco Filippo Saltamartini insieme ai manifestanti e al consigliere regionale del M5S Peppe Giorgini

No tassa di bonificaSos UtentiConfabitare, Confagricoltura e Ugl Ascoli Piceno (Unione Generale del lavoro), sono alcuni dei comitati che hanno protestato, la cui battaglia è stata sposata anche dal sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, che considera il balzello penalizzante in quanto «aggrava la condizione dei lavoratori della terra e non dà alcun servizio alla comunità tenendo in piedi un apparato che non dà risposte». Saltamartini, oltre a chiedere la soppressione del Consorzio e la sua sostituzione con gli enti locali, ha sollecitato la Regione ha dare «risposte in merito alla trasparenza su assunzioni e bilanci».

La tassa di bonifica, versata da chi beneficia dell’attività del Consorzio (che raggruppa i proprietari di terreni), è stata introdotta dalla legge regionale con l’obiettivo di salvaguardare le proprietà dal rischio idraulico e idrogeologico, attraverso opere di manutenzione e di gestione dei corsi d’acqua.
Ma i comitati non ci stanno e considerano il Consorzio «illegittimo, così come la tassa di bonifica», spiega il portavoce del comitato No tassa di bonifica, Giacomo Rossi, che pone l’accento sul fatto che il balzello sia stato richiesto «senza un piano generale di bonifica».
Una battaglia, quella dei comitati cittadini, che sta andando avanti già da qualche tempo, nei tribunali, nelle sedi istituzionali e nelle piazze: l’8 febbraio scorso avevano manifestato a Pesaro proprio davanti alla sede del Consorzio di Bonifica Marche.

Intanto la legge in discussione nella seduta consiliare di ieri è stata approvata, con 16 voti a favore e 9 contrari. Durante la discussione in aula la maggioranza ha evidenziato i vantaggi raggiunti con il riordino delle competenze, mentre l’opposizione ha contestato l’eccessiva concentrazione di competenze, il problema delle cartelle di pagamento e la mancanza di un piano generale di bonifica.  I comitati però non mollano e promettono che andranno avanti nella loro lotta:  chiedono a sindaci, partiti e associazioni di categoria agricola di «smettere di appoggiare il Consorzio e di andare incontro ai cittadini». Interessate oltre 140mila persone nelle Marche, «costrette a pagare la tassa di bonifica», come spiegano i comitati, «sulla base degli ettari virtuali».

Luca Ceriscioli

Il presidente Ceriscioli è intervenuto sulla questione spiegando che il Consorzio «sta realizzando numerosi interventi sui territori assolvendo a compiti pulizia dei fossi». Un efficace strumento che tra l’altro, secondo il governatore, «fa lavorare le imprese del territorio».
In appoggio ai comitati il Movimento 5 Stelle delle Marche, i cui consiglieri hanno detto di avere «già pronti l’esposto in Procura e la nota da inviare al Governo per l’impugnazione». «Fuori si manifesta, dentro al palazzo si va avanti ignorando i cittadini» hanno commentato dal Movimento 5 Stelle Marche sull’approvazione della proposta di legge relativa al riordino degli interventi in materia di bonifica e di irrigazione.