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Ancona

Tarlo asiatico, la stretta della Regione per combattere il pericolo

L'assessore all'agricoltura Mirco Carloni ha parlato delle nuove misure per contrastare l'insetto. Anche l'Assam ha fornito dettagli importanti per riconoscerne l'azione sugli alberi

Tarlo Asiatico
Il tarlo asiatico

ANCONA- La Regione Marche contro il tarlo asiatico. Il nuovo pericolo che mette a repentaglio l’agricoltura e il paesaggio regionale sarà combattuto con tutte le armi. E’ quanto emerso dalla relazione della giunta regionale che ha stanziato 304mila euro per potenziare l’attività di servizio fitosanitario nel monitoraggio finalizzato all’eradicazione del tarlo asiatico dal fusto. A commentare il tutto è stato l’assessore all’Agricoltura Mirco Carloni:

«Il tarlo asiatico è un vero e proprio killer delle piante che causa danni ingenti sia all’agricoltura che al paesaggio. La gestione delle misure di eradicazione richiede una continua attività di monitoraggio dell’organismo nocivo per verificarne la presenza in modo da aggiornare i focolai e disporre, con specifici atti ingiuntivi, la rapida esecuzione degli interventi necessari di taglio e macinazione del fusto. Per questo motivo è indispensabile assicurare un’indagine rafforzata e capillare sul territorio con il più alto numero possibile di ispezioni delle piante interessate».

La prima segnalazione della presenza del tarlo asiatico nelle Marche è del 2013 e riguarda una pianta di acero rinvenuta nel comune di Grottazzolina, nel fermano. Dopo l’insediamento dell’insetto sono stati rinvenuti sei focolai a cavallo di fermano, anconetano e maceratese per una superficie complessiva di 7605 ettari.

Anche l’Assam, Associazione servizi settore agroalimentare delle Marche, ha realizzato un sito specifico nel quale sono riportate informazioni dettagliate sull’argomento, con tanto di cartografia con la posizione georeferenziata delle piante infestate. Secondo le ricerche degli esperti dell’Assam il Tarlo asiatico del fusto non è un insetto pericoloso per gli esseri umani (non punge, non è irritante né velenoso), ma può causare danni molto gravi agli alberi. Infatti, questo coleottero può provocare il disseccamento di un albero sano in pochi anni. Parliamo di un coleottero cerambicide che misura tra 25 e 35 mm senza considerare le antenne di colore nero lucido con macchie bianche o talvolta beige chiaro sulle elitre. Oltre che per la dimensione e il colore, il tarlo asiatico del fusto si distingue per le antenne molto lunghe, almeno quanto il corpo, ma che possono raggiungere gli 80 mm. Sono divise in 11 articoli e sono di colore nero con anelli chiari (da bianco a grigio bluastro).

La cosa molto particolare è il riconoscere un albero infestato dal tarlo asiatico. I sintomi sono spesso visibili all’altezza dei propri rami. I sintomi sono: fori circolari (diametro da 10 a 13 mm) che costituiscono la galleria di sfarfallamento dell’adulto (nel nostro territorio alcuni insetti autoctoni possono produrre fori di sfarfallamento nel legno, che però hanno una forma irregolare e/o dimensioni diverse); Punti di deposizione multipli: sono cavità depresse a forma di imbuto (contorno seghettato e ovoidale di 10-15 mm di diametro) che sono scavate dalla femmina utilizzando le mandibole. La femmina introducendo poi l’ovopositore nella fossa depone un uovo sotto la corteccia; Emissioni di linfa in corrispondenza delle incisioni; Segatura più o meno fine (in funzione dell’età delle larve che la producono), ammassata nei punti di inserzione delle branche infestate o a terra; Lesioni della corteccia di giovani rami e germogli. Adulti di tarlo asiatico del fusto si nutrono di corteccia, di germogli e piccioli fogliari provocando evidenti erosioni dei tessuti.