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Ancona

Tari, scontro Berardinelli-Mancinelli sui rimborsi

Il capogruppo di Forza Italia mostra una deliberazione della Corte dei Conti della Lombardia che spiega come deve essere risarcita la tassa sui rifiuti. Il sindaco annuncia un percorso amministrativo per rimborsare i cittadini

Daniele Berardinelli e Valeria Mancinelli

ANCONA- «I rimborsi non devono essere fatti con i soldi della Tari come ha sempre sostenuto la Mancinelli ma con la fiscalità generale e cioè con i soldi del bilancio del Comune di Ancona». A dichiararlo è Daniele Berardinelli, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, mostrando una deliberazione della Corte dei Conti della Lombardia, che spiega come devono essere effettuati i rimborsi della tassa sui rifiuti.

La vicenda è esplosa nell’ottobre 2017 e Ancona è risultata essere tra i comuni che hanno sbagliato a calcolare la Tari facendo pagare a 16 mila famiglie anconetane più del dovuto per almeno tre anni (dal 2014), mentre 24mila famiglie hanno pagato meno. L’errore sta nell’aver applicato la quota variabile anche alle pertinenze come garage e cantine piuttosto che alla sola abitazione principale facendo così lievitare le bollette. Secondo quanto annunciato dal sindaco Mancinelli nei mesi scorsi, i rimborsi sarebbero partiti automaticamente nel corso del 2018  ma a quanto pare bisognerà attendere il 2019.

«La Mancinelli ha la faccia come il bronzo. In una recente intervista ha affermato che i rimborsi arriveranno nel 2019… Forse, perché ieri in commissione Bilancio è emerso che i rimborsi della Tari come debito non esistono per il Comune di Ancona. Andremo a fondo su questo. Io preparò una segnalazione alla Prefettura perché non c’è stata l’attenzione dovuta su questo argomento- sostiene Berardinelli-. La sindaca aveva promesso che i cittadini sarebbero stati rimborsati senza fare l’istanza magari con la compensazione della seconda rata della Tari in scadenza a novembre, e invece ancora nulla. Si promette e poi si dilaziona ancora la data del rimborso. È arrivato il momento che i cittadini chiedano quanto gli spetta, il modulo è sul sito di Ancona Entrate. Sono state presentate pochissime istanze, 140 su 16mila famiglie, e il Comune si fa forza di questo».

Il consigliere comunale solleva anche un altro problema. «Il rischio grave per le casse comunali è che se i cittadini faranno ricorso, il Comune di Ancona sarà condannato a pagare anche le spese oltre i rimborsi e sarà un enorme aggravio di costi».

La risposta del primo cittadino non è tardata ad arrivare. «Dopo aver atteso che il Governo centrale, sia quello precedente che l’attuale, per evitare ulteriori pasticci, emanasse un provvedimento nazionale sul come procedere in maniera uniforme e valevole per tutti i Comuni italiani interessati, riguardo ai rimborsi della Tari, abbiamo dovuto optare per una soluzione diversa- spiega il sindaco Mancinelli-. Stiamo costruendo un percorso, a seguito anche di pareri tecnico giuridici che abbiamo chiesto, che prescinde da un provvedimento nazionale. Questo ha determinato qualche settimana di ritardo che non permetterà di attuare questo meccanismo nel mese di novembre. Ciò non pregiudica in alcun modo le posizioni dei cittadini, la prescrizione per l’anno 2014 che è l’anno più lontano, scade comunque al 31 dicembre 2019. Quindi c’è un anno per fare tutti gli atti necessari. Tra qualche giorno definiremo, anche alla luce dei pareri chiesti, il percorso amministrativo e ci confronteremo anche con le associazioni dei consumatori entro una decina di giorni. Dopo di ciò, daremo attuazione a questo provvedimento. Concretamente tutto il meccanismo andrà in attuazione nel primo semestre 2019, certo con qualche mese di ritardo ma questo è dovuto all’attesa di un provvedimento nazionale che non è mai giunto mentre i Comuni sono stati costretti al fai da te».