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Ancona

Il Tar Marche sospende la caccia e la preapertura varata dalla Regione

Il tribunale amministrativo regionale boccia l'idea di palazzo Raffaello di aprire in anticipo le attività venatorie su varie specie di uccelli tutelati però da norme europee e in assenza di un valido Piano Faunistico Venatorio Regionale

ANCONA – Sorridono le associazioni ambientaliste e animaliste italiane e regionali dopo la decisione del Tar Marche di sospendere il calendario delle attività venatorie varato dalla Regione Marche. Sorridono perché questa temporanea sospensiva – in attesa del 18 settembre, quando ci sarà l’udienza di merito – conferma la bontà dell’azione di WWF Italia, Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu), Lega anti vivisezione (Lav), Lega Abolizione Caccia (Lac) ed Ente Nazionale per la Protezione degli Animali (Enpa).

La decisione è arrivata martedì 27 agosto con Decreto cautelare monocratico e riguarda lo stop alla caccia a tutte le specie di uccelli che – secondo le associazioni animaliste – la regione Marche aveva deciso di far cacciare in “preapertura” in maniera illegittima, in violazione delle leggi italiane ed europee. Tranne lo storno: il tribunale non ha disposto misure particolari in mancanza di elementi di gravità per la specie. Al centro della questione c’è infatti la mancanza di un valido Piano Faunistico Venatorio Regionale e l’autorizzazione alla caccia a specie tutelate dall’Unione Europea, senza un piano di gestione che contrasti il declino di queste specie.

«Le associazioni ambientaliste e animaliste che hanno fatto ricorso al giudice amministrativo di Ancona – si legge in una nota stampa congiunta – si dichiarano estremamente soddisfatte per questo primo rilevantissimo risultato positivo, che va ben al di là dei confini regionali, e grazie al quale migliaia di animali selvatici sfuggiranno alla morte che era stata decretata dalla Regione Marche, violando sistematicamente le leggi italiane ed europee. Ancora una volta l’arroganza della Regione Marche, che in spregio alle più elementari norme del diritto e al buonsenso, ha varato un calendario venatorio calibro 12, è stata respinta e la scienza e la legge hanno avuto ragione. Non sono serviti, la scorsa stagione venatoria, una sonora sconfitta davanti al Consiglio di Stato, una davanti al Tar Marche e due leggi regionali impugnate dal Governo a convincere la regione Marche a rispettare le norme per la tutela della fauna selvatica. Anche quest’anno, infatti, la Regione Marche ha varato un nuovo calendario venatorio con le stesse violazioni di legge dello scorso anno».

«Il calendario venatorio delle Marche – spiegano WWF Italia, Lipu, Lav, Lac, Enpa – quest’anno consentirebbe ancora la caccia nelle Aree Rete Natura 2000 senza un valido Piano Faunistico Venatorio Regionale e avrebbe consentito la caccia prima ancora della sua apertura generale prevista per il 15 settembre, se non ci fosse stato il Tar a bloccarla. Una battaglia persa in malo modo, il cui esito auspichiamo verrà confermata davanti ai giudici amministrativi del Tar Marche che si pronunceranno in composizione collegiale il prossimo 18 settembre».