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Ancona

Sversamenti a mare, la soluzione in 6-7 anni

Il progetto è stato discusso nei Consigli comunali di Ancona e Falconara. Per realizzare le opere occorrono 36 milioni di euro e prima ancora il fondamentale via libera dei 43 comuni dell’Aato. Multiservizi si occuperà dei lavori e di reperire i finanziamenti dalle tariffe delle bollette dell'acqua o attraverso bandi nazionali

Presentato in Consiglio comunale il progetto contro gli sversamenti a mare. Presenti anche Giunta e consiglieri del Comune di Falconara

ANCONA E FALCONARA- Ci vorranno anni, almeno 6-7, per risolvere il problema degli sversamenti a mare ad Ancona e a Falconara. Quest’oggi (27 ottobre), il progetto è stato discusso nei rispettivi Consigli comunali ma l’iter per realizzare le opere che serviranno a limitare gli sversamenti è ancora lungo, considerati anche gli oltre 36 milioni di euro necessari e prima ancora il fondamentale via libera dei 43 comuni dell’Aato (Assemblea di ambito territoriale). Multiservizi si occuperà dei lavori e di reperire i finanziamenti dalle tariffe delle bollette dell’acqua o attraverso bandi nazionali. Il Consiglio comunale di Ancona e quello di Falconara hanno approvato l’atto. Questa mattina alla seduta aperta a Palazzo degli Anziani erano presenti anche i consiglieri di Falconara e la Giunta Brandoni. Presenti anche gli operatori balneari della Falcomar e della Coba.

Come noto, nelle spiagge di Palombina e Falconara a seguito delle piogge si verificano gli sversamenti dagli scolmatori della rete fognaria con conseguente attivazione dei divieti di balneazione. Tra i tre progetti presentati da Multiservizi S.p.A., le due amministrazioni hanno scelto la soluzione C integrata con gli interventi suggeriti dallo studio effettuato dall’Università Politecnica delle Marche. Ad illustrare il progetto, il Prof. Alessandro Mancinelli del dipartimento di Ingegneria Idraulica dell’Univmp.

IL PROGETTO
Il progetto in questione ha il costo di 36,4 milioni di euro, più basso rispetto alle altre ipotesi, ed è realizzabile per stralci funzionali consentendo alcuni interventi nel breve periodo per mitigare il fenomeno. Per Ancona gli interventi proposti dall’Univpm riguardano: a Collemarino, la realizzazione di una vasca di prima pioggia di grande dimensione nell’area ex Fiat con volume previsto di 5.000 mc; intervento sul fosso Manarini e, secondariamente sul fosso della Palombina, finalizzato alla rinatulizzazione dei corsi d’acqua separando gli scarichi fognari che vi confluiscono. Per Falconara Marittima invece è prevista la realizzazione di un collettore di gronda per acque miste lungo via Volta, via Galilei, via Matteotti, via Elia con verifica, in termini di percorso plano-altimerico, della possibilità di attraversamento della ferrovia, disponibilità aree per la vasca di prima pioggia, capacità idraulica del fosso della Castellaraccia. E ancora, la realizzazione di vasche diffuse sul territorio. Per l’intero bacino idrografico si ipotizzano opere immediatamente a valle degli scolmatori costituite da condotte sottomarine per la dispersione dei reflui al largo della costa e da vasche di prima pioggia da realizzarsi in prossimità degli arenili.

«Perché si verificano gli sversamenti in mare? Tutte le reti fognarie delle città rivierasche sono di tipo misto quindi i collettori trasportano acque di pioggia e acque nere. Siccome non è possibile portare le acque di pioggia al depuratore è necessario che le reti siano fornite di scolmatori che quando piove scaricano l’acqua in mare. La presenza di coliformi provoca il divieto di balneazione. Questo problema è comune a tutti i comuni delle Marche- spiega il Prof. Mancinelli-. Per questo è importante impostare politiche di lungo respiro perché questa problematica non si può risolvere in tempi brevi».

Respinta dall’Università la proposta di separare le acque chiare da quelle scure. La separazione delle acque sarebbe troppo onerosa, circa 50milioni di euro, e non risolverebbe il problema definitivamente. Inoltre, sarebbero necessarie opere importanti e invasive con elevato impatto finanziario anche nei confronti dei privati e i benefici sarebbero solo al completamento di tutti gli interventi realizzabili dopo un lungo arco temporale.

Il sindaco di Falconara Goffredo Brandoni e il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli

«Questa enorme problematica interessa entrambi i comuni. Il fenomeno degli sversamenti c’è sempre stato solo che dalle fine del 2014 è stato stabilito di emanare divieti temporanei di balneazione e quindi i sindaci hanno cominciato ad emettere le ordinanze. Alcuni consiglieri hanno chiesto se fosse possibile risolvere la situazione con delle vasche volano oppure separando le acque chiare da quelle nere ma dallo studio effettuato dall’Univpm è risultato che sarebbe troppo oneroso e non avrebbero risolto il problema- afferma il sindaco di Falconara Goffredo Brandoni-. Per questo abbiamo deciso per una progettazione a stralci. Il problema degli sversamenti non sarà risolto il prossimo anno, ci vorrà tempo. Arrivare a zero sversamenti è quasi impossibile ma cerchiamo di ridurli al minimo».

«Le due amministrazioni presentano unitariamente e congiuntamente una proposta per opportunità, comparando costi benefici. La flessibilità dell’intervento consente di procedere a stralci e quindi di avere i primi benefici in breve tempo. Bisogna però dire la verità: la soluzione di questo problema richiede anni. Quali interventi fare, dove, come, quando e con quali risorse lo decide l’Aato- commenta il sindaco Valeria Mancinelli-. Porto sempre l’esempio di Rimini che ha il nostro stesso problema. Lì il divieto di balneazione viene revocato dopo 18 ore rispetto invece alle 72 previste dalle disposizioni nazionali per le analisi dell’Arpam. Su questo bisogna accelerare. Faccio un appello alla Regione Marche affinché, mentre si procede per risolvere il problema, si riducano al minimo i disagi per la balneazione degli utenti e degli operatori».

Con il voto favorevole dei due Consigli comunali, i sindaci Mancinelli e Brandoni porteranno il progetto all’assemblea dell’Aato per essere approvato e per reperire successivamente i finanziamenti necessari. Spetterà poi a Multiservizi, gestore del servizio idrico, realizzare le opere previste.

«Questo genere di opere è ricompreso nel piano degli investimenti del Servizio Idrico Integrato che per legge è gestito dall’Aato – chiarisce il sindaco Mancinelli-. I 36milioni di euro dovranno essere spalmati nei piani di investimento pluriennali e a meno che non si riescano a reperire fondi da bandi nazionali la copertura sarà garantita dalle bollette dell’acqua. Nel nostro ambito, per i lavori di fognature e depuratori della provincia, vengono investiti 15-20 milioni di euro l’anno. Viene deciso l’adeguamento tariffario per coprire gli investimenti. Il 2018 servirà per la progettazione, nel 2019 potrebbero prendere avvio i lavori».

«Quasi due anni fa l’amministrazione comunale stava valutando uno studio di Multiservizi che prevedeva soluzioni invasive per l’ambiente e costi proibitivi. Grazie al M5S, che ha promosso incontri pubblici e manifestazioni con i cittadini, la discussione si è spostata in consiglio comunale, ed ha prodotto il coinvolgimento del dipartimento di idraulica dell’Università, che mai prima era stato consultato- riferisce Andrea Quattrini, consigliere M5S-. Siamo quindi soddisfatti, anche se non del tutto perché non è stata approfondita la soluzione di combinare la separazione delle acque piovane delle strade e dei piazzali con la realizzazione di una vasca di laminazione. Avevamo presentato emendamenti in merito, ma la maggioranza ce li ha bocciati. Adesso ci aspettiamo che la Giunta Mancinelli, rimasta colpevolmente immobile durante tutti questi anni, si attivi subito per iniziare a realizzare le prime opere ed ottenere i relativi benefici».