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Ancona

Super green pass per le palestre, l’Associazione Fitness Marche: «La nuova disposizione ci spiazza. Importante comunque restare aperti»

A parlare è Gianluca Egidi, presidente dell'associazione che riunisce tante palestre marchigiane. Ecco quali sono le difficoltà legate all'introduzione dell'obbligo della carta verde

immagine di repertorio

ANCONA – Gianluca Egidi, presidente dell’Afm, Associazione Fitness Marche che riunisce tante palestre e associazioni sportive della regione, dalla sua palestra a Camerano commenta la disposizione ministeriale che dal 10 gennaio prevede l’obbligo di super green pass per i frequentatori delle strutture sportive. C’è l’obbligo della super carta verde anche per frequentare gli spogliatoi. Un’altra rivoluzione che appesantisce l’ordine precario delle cose per chi ogni giorno si trova a gestire strutture come le palestre che hanno subito gravi danni dall’inizio dell’emergenza pandemica a fronte di una forte incertezza.

Gianluca Egidi, presidente regionale associazione Afm

«Questa nuova disposizione ci spiazza un po’ perché sembrava che avessimo raggiunto un punto di equilibrio che funzionava bene e quindi non capisco come mai una persona che risulta negativa a un tampone non possa entrare in palestra – dice Egidi -. Si poteva ragionare su una validità di 24 ore del rapido e molecolare per accedere in palestra (visto che sembra essere poco attendibile su 48-72 ore). Se un under 50 può andare a lavorare con il tampone, il giorno in cui lo fa e risulta negativo può ragionevolmente entrare in palestra senza essere un rischio per gli altri. Se lo fa tre volte a settimana (rapido) per lavorare, si sarebbe potuto allenare tre volte a settimana anziché tutti i giorni ma sarebbe stato un compromesso accettabile sia per noi che per gli utenti».

Comunque, dice Egidi, l’importante per ora è restare aperti e continuare a esserlo in futuro: «Non siamo tornati ai periodi pre Covid però e facciamo fatica tutti a coprire le spese mensili per il ridimensionamento degli utenti attivi».

La situazione delle palestre marchigiane

Nei 15 mesi compresi tra marzo 2020 e giugno 2021 le palestre hanno vissuto 10 mesi di chiusura e cinque di apertura, tre dei quali sono stati giugno, luglio e agosto, cioè mesi in cui si frequentano meno. Anche la seconda parte del 2021 è stata attraversata da una situazione di profonda incertezza e preoccupazione da parte dei tanti gestori e operatori. A oggi sono tante le criticità, dalla mancanza di risposte a livello centrale, ai ristori inadeguati, fino al peso dei voucher, agli effetti della riforma dello sport e ai rischi legati alla presenza di multinazionali che non hanno problemi di liquidità e che potrebbero acquisirle.

Ci sono circa 500 palestre nelle Marche e almeno duemila collaboratori sportivi. Con il governo Conte hanno ricevuto i bonus dei ristori, considerati comunque esigui, ma con Draghi e il decreto sostegni la categoria lamenta inadeguatezza dei ristori rispetto ai danni subiti per un tecnicismo. «Abbiamo già chiesto un contributo a fondo perduto quantificato tra un milione e 800mila e due milioni per le palestre delle Marche e un intervento regionale che, in accordo con gli istituti bancari, permetta di rifinanziare il debito che abbiamo contratto con le banche con almeno 24 mesi di ammortamento». Indispensabile poi tutelare le prospettive occupazionali di migliaia di operatori del settore e delle loro famiglie che, senza adeguati interventi, potrebbero interrompersi.

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