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Ancona

Subsonica show al porto antico: «Applausi a chi continua ad organizzare eventi come questo» – FOTO

La band torinese strega Ancona dove ieri sera (7 settembre) ha chiuso il tour estivo partecipando al festival musicale “La mia generazione” di Mauro Ermanno Giovanardi. In 3mila al concerto in una location inedita

ANCONA – Prova superata per il porto antico come nuova location di grandi concerti. Ha funzionato ieri il test con i Subsonica che hanno portato quasi 3mila persone alla banchina uno per la band torinese che ha chiuso nel capoluogo dorico il suo tour estivo, quello di “8 Tour Estate 2019”.

Il concerto, inserito nel calendario del festival musicale “La mia generazione” curato dal direttore artistico Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus, è iniziato alle 22 e sono state quasi due ore di spettacolo dove il pubblico ha cantato, ballato e soprattutto saltato incalzato da Samuel e gli altri della band che hanno scelto per la tappa anconetana molti dei brani dell’album  “Microchip Emozionale”, che quest’anno compie vent’anni. Il disco che li ha resi famosi segnando il loro successo con il rock elettrico e vincitore del disco platino. Primo brano “Bottiglie rotte” seguito da “Discolabirinto”.

«Buonasera a tutti e ben trovati – ha detto Samuel al pubblico – questa sera vorremmo farvi sentire un po’ della nostra musica, quella nuova e quella vecchia ma prima vorremmo rendere omaggio ad un maestro della musica, Franco Battiato». Ed è partito il brano ‘Patriots to arms’, canzone originariamente scritta da Battiato. Con le mani al cielo e saltando da un lato all’altro del palco Samuel ha cantato “Nuova ossessione”, “Jolly Roger”, “Fenice”, “Punto critico” e “Liberi tutti”.

«Da cosa volete sentirvi liberi? – ha chiesto la voce del gruppo – per esempio da questi c. di telefonini. Adesso per due minuti provate a sentirvi liberi, anche liberi di amare». Ventiquattro canzoni in scaletta, intonate anche dai fan ai quali i Subsonica hanno lasciato per penultima uno dei loro successi, “Tutti i miei sbagli”.

Il tastierista Davide Dileo ha fatto una riflessione sulla sicurezza, ricordando l’Amazzonia che brucia e che dietro certi errori ci sono anche gli uomini. «La sicurezza non verrà mai garantita – ha detto – perché la sicurezza è figlia delle città tolleranti. Lo dice la storia. Gli autoritarismi non hanno mai portato a nulla. I nostri diritti sono stati raggiunti dal sacrificio e dalla lotta».

Infine i ringraziamenti, dopo l’ultimo brano, “Strade”, con Samuel che ha apprezzato la location del porto storico. «Applausi alle persone che continuano ad organizzare eventi come questo – ha sottolineato la voce del gruppo – al direttore artistico, ai tecnici e a chi rende tutto questo vero, voi. Dedicato a voi e a tutte le strade che fate per venirci a vedere».